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Trasformati 320 milioni del PNRR in brevetti, 700 assunzioni e cure salvavita. Dal successo contro il neuroblastoma alla nuova Fabbrica dell'RNA a Napoli: il piano per la stabilità della ricerca italiana fino al 2030.
Trasformati 320 milioni del PNRR in brevetti, 700 assunzioni e cure salvavita. Dal successo contro il neuroblastoma alla nuova Fabbrica dell'RNA a Napoli: il piano per la stabilità della ricerca italiana fino al 2030.
I fondi pubblici del PNRR si sono trasformati in un motore concreto per lo sviluppo tecnologico ed economico del Sistema Paese. Presso l’Auditorium Valerio Nobili dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, l’evento "Il futuro è adesso" ha segnato la conclusione della fase straordinaria del Centro Nazionale per lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia a RNA.
I numeri testimoniano un successo senza precedenti: 320 milioni di euro investiti in meno di quattro anni hanno generato oltre 1.000 articoli scientifici, più di 30 brevetti, 95 progetti di ricerca applicata e 700 nuove assunzioni, con un tasso di reclutamento femminile del 65,5%.
"Aver impegnato la quasi totalità dei fondi assegnati, creando una rete di eccellenza e una filiera italiana così vaste, dimostra il successo di questo progetto. Oggi l’Italia non è più solo un acquirente, ma anche un generatore di tecnologia medica avanzata", ha dichiarato il Prof. Rosario Rizzuto, Presidente del Centro.
Il potenziale di questa filiera si riflette nei progressi della medicina di precisione, con risultati straordinari nelle terapie CAR-T contro il neuroblastoma (77% di risposte positive e 52,8% di pazienti senza segni di malattia a 5 anni).
"Avere a disposizione a Roma un’infrastruttura così avanzata ed estesa ci consente un salto tecnologico senza precedenti, permettendoci di internalizzare l'intera filiera produttiva", ha spiegato il Prof. Franco Locatelli.
Al suo fianco, la Dott.ssa Maria Rosaria Campitiello (Ministero della Salute) ha ribadito l'impegno a "integrare queste innovazioni nel Servizio Sanitario Nazionale e valorizzare il capitale umano trattenendo in Italia il sapere dei nostri giovani ricercatori". Il Centro ha infatti attivato il Dottorato Nazionale in "RNA Therapeutics and Gene Therapy" e la PharmaTech Academy di Scampia, formando decine di esperti pronti per il mercato del lavoro.
Sul piano industriale, il Centro ha creato un "ponte" verso le imprese con 16 milioni di euro in progetti di trasferimento tecnologico supportati da partner come Intesa Sanpaolo e aziende del calibro di AstraZeneca, Chiesi e Dompé. Sono nate startup d'eccellenza come PoliRNA, T-One Therapeutics e Alia Therapeutics, affiancate da spin-off come Sinerise e we.MitoBiotech.
La Dott.ssa Francesca Galli (MUR) ha evidenziato come questa sinergia "sia in grado di amplificare l'impatto della ricerca in termini di innovazione tecnologica, con ricadute positive sulla coesione sociale". L'asse Nord-Sud è stato centrale: il 41% dei fondi è andato al Mezzogiorno, finanziando asset come la "Fabbrica dell'RNA" di Napoli e il Data Center ReCaS-Bari. La continuità operativa è assicurata fino al 2030 grazie a un modello ibrido che trasformerà la Fondazione in un "Open Innovation Hub".
"I nuovi fondi ci permetteranno di consolidare questo modello autofinanziato. Il nostro futuro si basa sull'apertura a nuovi partner e sulla stabilità dei nostri ricercatori", ha concluso Rizzuto.
La visione globale del Centro include già l'inserimento nel "Piano Mattei per l'Africa" e collaborazioni internazionali con università prestigiose come la Monash e la Khalifa University, garantendo all'Italia un ruolo di leader nella rivoluzione biotecnologica mondiale.
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