Bergamo: debutta l'elettrocatetere più piccolo al mondo, svolta contro la morte cardiaca improvvisa

L'Ospedale Papa Giovanni XXIII è il primo in Italia a impiantare il dispositivo da defibrillazione ultrasottile su due giovani pazienti. Grazie al diametro di soli 1,5 millimetri, il device apre nuove frontiere soprattutto per la cura dei bambini e dei soggetti con vasi sanguigni ridotti.

(Prima Notizia 24)
Lunedì 30 Marzo 2026
Bergamo - 30 mar 2026 (Prima Notizia 24)

L'Ospedale Papa Giovanni XXIII è il primo in Italia a impiantare il dispositivo da defibrillazione ultrasottile su due giovani pazienti. Grazie al diametro di soli 1,5 millimetri, il device apre nuove frontiere soprattutto per la cura dei bambini e dei soggetti con vasi sanguigni ridotti.

L'eccellenza cardiologica italiana segna un nuovo primato a Bergamo, dove è stato impiantato il dispositivo contro la morte cardiaca improvvisa definito come "più sottile di una fede".

A poche settimane dal via libera delle autorità europee, l’équipe di Elettrofisiologia dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, diretta da Paolo De Filippo, ha eseguito l'intervento su due giovani adulti ad elevato rischio aritmico, utilizzando l’elettrocatetere transvenoso da defibrillazione più piccolo al mondo.

Nonostante il debutto sia avvenuto su pazienti adulti, la vera rivoluzione riguarda l'ambito pediatrico.

“Tra le principali opportunità offerte da questi dispositivi di nuova generazione vi è il trattamento della popolazione pediatrica”, chiarisce l’aritmologa Paola Ferrari. “La struttura sottile, associata a un’elevata resistenza alla rottura, offre vantaggi significativi in pazienti con vasi di piccolo calibro e una lunga aspettativa di vita”.

Con un diametro di appena 1,5 millimetri, il device monitora costantemente ogni battito, pronto a erogare uno shock salvavita in caso di aritmie ventricolari rapide, responsabili della maggior parte dei decessi improvvisi sotto i 60 anni.

Il dispositivo ha ottenuto la marcatura CE nel febbraio 2026, dopo uno studio clinico globale avviato nel 2021 che ha coinvolto il Papa Giovanni XXIII come unico centro italiano.

I test su 675 impianti totali hanno confermato la sicurezza e l'efficacia del sistema, progettato per restare attivo per tutta la vita del paziente.

L'autorizzazione all'uso clinico rappresenta un traguardo fondamentale per la personalizzazione delle cure. “Poter utilizzare questo nuovo elettrocatetere consente di offrire trattamenti sempre più personalizzati ai pazienti con aritmie potenzialmente pericolose per la vita. Il ruolo di coordinamento nello studio rappresenta un riconoscimento dell’elevato livello di esperienza e competenza della nostra équipe”, ha concluso De Filippo, sottolineando l'importanza della sinergia tra le diverse professionalità del Dipartimento cardiovascolare nella gestione di casi complessi, sia adulti che pediatrici.


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