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Il provvedimento riorganizza la governance dei 53 istituti d'eccellenza e riconosce personalità giuridica alle reti di ricerca. Il Ministero: "Passaggio fondamentale per una sanità più forte". Plauso dei centri oncologici, cardiologici e delle neuroscienze.
Il provvedimento riorganizza la governance dei 53 istituti d'eccellenza e riconosce personalità giuridica alle reti di ricerca. Il Ministero: "Passaggio fondamentale per una sanità più forte". Plauso dei centri oncologici, cardiologici e delle neuroscienze.
Il recente via libera in Consiglio dei Ministri al decreto legislativo per il riordino degli Irccs rappresenta una svolta per la valorizzazione dei talenti e dei centri di eccellenza italiani.
Per Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento della prevenzione e della ricerca del Ministero della Salute, si tratta di un “passaggio fondamentale per una ricerca sanitaria più forte in Italia, sempre più integrata con assistenza e formazione e al servizio della salute pubblica”.
Il provvedimento interviene sui 53 istituti presenti nella Penisola riorganizzandone la governance, consolidando il coordinamento tra direzione generale e scientifica e dando finalmente riconoscimento formale alle reti di ricerca.
Secondo Alleanza Contro il Cancro, questa riforma introduce elementi utili per rendere il sistema “più forte, più coerente e più moderna la governance degli Irccs, rafforzandone il ruolo strategico”, valorizzando figure cruciali per la qualità delle sperimentazioni cliniche.
Ruggero De Maria, presidente di Alleanza Contro il Cancro, sottolinea come il correttivo introduca “elementi importanti di chiarezza e di rafforzamento organizzativo”, permettendo alle reti di contribuire maggiormente a una ricerca collaborativa e traslazionale capace di generare innovazione per i pazienti.
Sulla stessa linea Paolo Marchetti, direttore scientifico Idi Irccs, il quale evidenzia che la nuova organizzazione non è un semplice adeguamento normativo ma un atto per costruire le condizioni affinché le scoperte in laboratorio “diventino realtà terapeutiche al letto del malato, riducendo i tempi tra innovazione e applicazione clinica”.
La riforma punta dunque a trasformare gli Irccs in pilastri della medicina di precisione, potenziando la condivisione di protocolli e dati clinici.
L'unione tra le diverse eccellenze del Paese viene ulteriormente stimolata dalla possibilità di includere nelle reti anche Università e altri enti del servizio sanitario.
Per Raffaele Lodi, presidente della Rete Irccs delle Neuroscienze, questo ampliamento è un “elemento decisivo per trasformare i big data in strumenti concreti di cura e innovazione”.
Anche la Rete Cardiologica, per voce del presidente Lorenzo Menicanti, plaude al provvedimento ritenendo che il riconoscimento delle reti allargate e la condivisione delle piattaforme dati possano dare “un ulteriore impulso ad una maggiore efficienza ed efficacia nella ricerca del nostro Paese”.
L'obiettivo finale resta quello di tradurre la ricerca d'eccellenza in cure sempre più efficaci per i cittadini attraverso un'alleanza strutturata tra talenti e infrastrutture dedicate.
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