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È andato ad una eccellenza calabrese della medicina il Premio Nazionale di “Teoria e tecnica della medicina”, istituito dalla Fondazione Nicola Irti.
È andato ad una eccellenza calabrese della medicina il Premio Nazionale di “Teoria e tecnica della medicina”, istituito dalla Fondazione Nicola Irti.
“Al prof. Eugenio Mercuri, per il livello altissimo della sua attività scientifica nell’ambito dell’atrofia muscolare spinale e della distrofia muscolare di Duchenne e per l’importante ricerca traslazionale che ha portato allo sviluppo di terapie geniche estremamente efficaci e innovative”. È andato ad una eccellenza calabrese della medicina il Premio Nazionale di “Teoria e tecnica della medicina”, istituito dalla Fondazione Nicola Irti. Il prestigioso riconoscimento è stato infatti assegnato al Prof. Eugenio Mercuri, Direttore del Dipartimento di Scienze delle Salute della donna e del bambino al Policlinico Universitario Gemelli e professore ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Catanzarese dalla testa ai piedi, nato nel 1963 nel cuore della città vecchia, il professore Eugenio Mercuri si laurea in Medicina e chirurgia all’Università di Messina, e poi si specializza in Neuropsichiatria infantile.
Tra il 1993 e il 2002 svolge attività clinica e di ricerca presso il Department of Paediatrics, Imperial College, Hammersmith Campus di Londra, rivolgendo una particolare attenzione alla descrizione dei fattori prognostici dell’esito di lesioni cerebrali neonatali e contribuendo, in tal modo, allo sviluppo di strumenti clinici utilizzati a livello internazionale. Questo soggiorno londinese insieme al professor Dubowitz ha costituito una base fondamentale per il suo profilo internazionale e per il successivo focus su esiti clinici e ricerche sperimentali nelle patologie neuromuscolari.
Rientrato in Italia, il professor Mercuri si è poi focalizzato sullo studio delle malattie neuromuscolari pediatriche (Atrofia muscolare spinale e Distrofia muscolare di Duchenne), e qui al Gemelli ha contribuito allo sviluppo e alla validazione di misure cliniche che hanno portato all’approvazione regolatoria delle prime terapie geniche nelle patologie neuromuscolari. Queste terapie hanno completamente rivoluzionato l’evoluzione di queste malattie che in passato, nelle forme più gravi, erano associate ad una ridotta sopravvivenza (due anni) e un declino molto rapido.
Per il mondo della ricerca applicata alla neuropsichiatria infantile lui è dunque oggi uno degli studiosi europei più conosciuti e apprezzati al mondo. Non a caso i dati ufficiali ci dicono che ogni anno arrivano al Policlinico Gemelli da ogni parte d’Italia e anche dall’estero non meno di 5 mila bambini ammalati.
Il riconoscimento gli viene dalla Fondazione presieduta dal professor Natalino Irti che bandisce ogni anno un premio dell’importo di 50.000 euro, destinato a studiosi e studiose che abbiano validamente contribuito allo studio, alla ricerca, e alle applicazioni nel campo medico in un settore di volta in volta individuato nel bando di concorso.
Quest’anno dunque la Commissione giudicatrice – presieduta dal Presidente della Fondazione La Sapienza di Roma professor Eugenio Gaudio- calabrese anche lui, altra eccellenza della ricerca e della medicina moderna, per lunghi anni lui stesso Rettore della Sapienza di Roma - ha deciso all’unanimità di assegnare il Premio al neuropsichiatra infantile, Eugenio Mercuri.
“Ricevo questo premio -dice il Prof. Eugenio Mercuri- con profonda gratitudine, e che mi piace dedicare soprattutto ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie che ogni giorno incontriamo nel nostro lavoro e nei nostri reparti. La ricerca e la cura per noi devono procedere insieme. Abbiamo imparato a credere che la conoscenza scientifica ha valore quando diventa ascolto, accompagnamento e sostegno concreto nei percorsi di crescita e nelle difficoltà. Bene, questo riconoscimento è anche un tributo al lavoro condiviso in tutti questi anni con tanti colleghi e alla fiducia delle famiglie con le quali costruiamo un presente e un futuro all’altezza dei sogni dei nostri bambini e ragazzi”.
“Il conferimento del Premio Irti al Professor Mercuri -sottolinea Daniele Piacentini, Direttore Generale del Policlinico- rappresenta un importante riconoscimento del suo straordinario contributo alla ricerca e alla clinica. Questo premio valorizza un percorso professionale caratterizzato da competenza, dedizione e grande visione scientifica.”, mentre per la Prof.ssa Stefania Boccia, Vicedirettrice della Fondazione “La ricerca condotta dal Professor Mercuri ha contribuito in modo decisivo a migliorare la comprensione delle malattie neuromuscolari e a sviluppare strumenti diagnostici e percorsi di cura sempre più efficaci”. Motivo vanto e di orgoglio per l’intera medicina italiana.
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