Roma: “Il femminismo islamico” è il tema della nuova conferenza di Simona Travaglini

In ogni suo appuntamento illustra lo status femminile nel mondo islamico, soffermandosi di volta in volta su un aspetto diverso.

di Paola Pucciatti
Giovedì 02 Aprile 2026
Roma - 02 apr 2026 (Prima Notizia 24)

In ogni suo appuntamento illustra lo status femminile nel mondo islamico, soffermandosi di volta in volta su un aspetto diverso.

Il femminismo islamico” è il tema trattato da Simona Travaglini, studiosa del mondo islamico e della sua cultura, nel suo nuovo appuntamento mensile legato ad un ciclo di incontri sul ruolo della donna nel mondo islamico, che ha avuto luogo presso la Sala Riunioni de Le Generali, in Via Leonida Bissolati 76, a Roma.

 

Simona in questi suoi appuntamenti mensili parla del complesso e sfaccettato mondo islamico in modo profondo, personale, intimo, a titolo divulgativo culturale in quanto, secondo lei, questa cultura va conosciuta molto più da vicino e lo fa raccontandone usi, costumi e tradizioni. 

 

“Il tema della donna nel mondo islamico è molto complesso e sfaccettato e non può essere ridotto a una visione univoca – spiega Simona Travaglini - La situazione attuale delle donne musulmane dipende da molti fattori tra cui la storia, la cultura, la politica, la religione e il contesto sociale dei vari paesi”.  

 

Ed è così che nel suo ultimo appuntamento mensile ha voluto approfondire l’argomento sul femminismo arabo e islamico dal 1870 ad oggi, con le origini del dibattito in Egitto tra il 1870 e il 1890. 

 

In Egitto si apre un intenso confronto sull’emancipazione femminile, ritenuta essenziale per la modernizzazione. Figura centrale è Qasim Amin autore di due opere fondamentali:  The Liberation of Women, scritta nel 1899 e Women and the Veil del 1900 – afferma Simona – in cui sostiene: abolizione del velo, critica alla poligamia, istruzione femminile come base del progresso. Le sue idee ricevono critiche sia dai tradizionalisti sia da intellettuali donne come Leila Ahmed e Mona Russell, che lo accusano di occidentalizzazione. Ma Qasim Amin oggi è considerato un precursore del femminismo islamico. Le sue idee aprono la strada a studiose come: Huda Sha‘arawiDuriya ShafiqFatima Mernissi che sostengono che il Corano non sia misogino, ma che lo siano state le interpretazioni patriarcali”.

 

Simona Travaglini si sofferma poi su Fatima Mernissi, sociologa e scrittrice marocchina, uno dei pilastri del femminismo islamico moderno, che ha studiato in Marocco, Francia e Stati Uniti di cui ricorda questa affermazione: “Furono interpretazioni maschili e patriarcali a trasformare l’Islam in una religione che giustificava la subordinazione femminile. Nata a Fez nel 1940, trascorse l’infanzia in un harem domestico. Critica le interpretazioni maschili del Corano – prosegue la studiosa del mondo islamico - fa una distinzione tra harem domestico e harem imperiale, illustra la lettura progressista dell’Islam: Maometto come riformatore. Celebre l’episodio della donna che rifiuta il velo: Se Allah l’aveva creata bella, non poteva volerla nascosta”. 

 

Parlando del femminismo arabo del XX secolo Simona spiega che “è un movimento che nasce in Egitto e si diffonde in Siria e Libano con l’obiettivo di migliorare la condizione femminile sul piano sociale, giuridico e culturale. Huda Sha‘arawi attivista nazionale dal 1919, fondatrice dell’Unione Femminista Egiziana promotrice di scuole, riviste e diritti materni, fece il gesto storico di togliersi il velo nel 1923, scendendo dal treno e fu imitata subito dalle donne presenti. Doria Shafik, filosofa formatasi alla Sorbonafondatrice di Figlie del Nilo, nel 1951 occupa il Parlamento egiziano, contribuendo al suffragio femminile del 1956”.

 

Alla fine Simona Travaglini racconta Il femminismo islamico contemporaneo soffermandosi anche su quello iraniano parlando del velo, delle proteste del 2022 e del caso Mahsa Amini che scatenò proteste nazionali e internazionali.

 

Il pubblico ha partecipato con interesse e molta curiosità per approfondire le proprie conoscenze su questo mondo a noi molto vicino di cui però c’è ancora tanto da scoprire ed è proprio questo che spinge Simona ad organizzare questi appuntamenti “con cui esploreremo la condizione delle donne nel mondo islamico - spiega lei stessa - Ad ogni incontro, aggiungeremo un piccolo tassello che dimostra come anche la donna musulmana abbia combattuto per l’emancipazione. Desidero interagire con il pubblico per parlarne insieme e scoprire anche il fascino di questo mondo. Questo percorso sta avendo molto successo, il pubblico è molto interessato perché sono tante le domande e le curiosità”.  

 

Simona Travaglini, dopo essersi laureata in lingua e letteratura araba presso l’Istituto Orientale di Napoli, ha vissuto in Egitto, al Cairo, per perfezionare la conoscenza della lingua araba e preparare la tesi sul tema: “Il contributo della letteratura femminile Araba all’emancipazione della donna musulmana”. 

 

Dopo gli studi ha collaborato con il professor Salvatore Bono, docente di diritto afro-asiatico presso l’università di Perugia, facendo recensioni di libri di scrittori arabi contemporanei. Ha anche insegnato Moda Modesta all’Accademia del Lusso a Roma.

 

Alla donna del mondo islamico e alla sua emancipazione ha dedicato conferenze e seminari. Non ha mai abbandonato il suo interesse per il mondo arabo anche se per anni la sua carriera è stata quella di imprenditrice nel mondo della moda, sempre con uno sguardo attento a ciò che proponevano stilisti arabi e musulmani.


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