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Il Governatore di Bankitalia avverte sul deterioramento del conflitto in Medio Oriente: "Esportazioni quasi interrotte". Nonostante l'incertezza, via Nazionale torna in utile e destina 1,2 miliardi allo Stato.
Il Governatore di Bankitalia avverte sul deterioramento del conflitto in Medio Oriente: "Esportazioni quasi interrotte". Nonostante l'incertezza, via Nazionale torna in utile e destina 1,2 miliardi allo Stato.
Lo scenario economico globale si è “rapidamente deteriorato nelle prime settimane del 2026” a causa dell'inasprimento del conflitto in Medio Oriente, che ha trasformato le tensioni con l'Iran in un confronto militare di ampia portata.
Lo ha affermato il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, durante la 132ª assemblea ordinaria, evidenziando come l'area sia cruciale per l'approvvigionamento di materie prime: “Le esportazioni attraverso lo stretto di Hormuz si sono pressoché interrotte”, causando danni alle infrastrutture e un forte aumento dei prezzi di gas e petrolio.
Secondo Panetta, se questo “shock energetico risultasse più forte e persistente”, l'inflazione nel 2026 supererebbe gli obiettivi della BCE, mentre la crescita risulterebbe più debole rispetto alle stime.
Il Governatore ha messo in guardia dal rischio di un “circolo vizioso tra prezzi e salari”, sottolineando che eventuali interruzioni delle catene globali del valore potrebbero accentuare le pressioni sui prezzi al consumo.
Nonostante le analogie con lo shock del 2022 post-invasione dell'Ucraina, Panetta ritiene che oggi la politica monetaria sia in una posizione più favorevole: “I tassi ufficiali sono in linea con il livello stimato del tasso neutrale; le aspettative di inflazione di medio e lungo termine sono ancorate” e il sistema bancario gode di solida redditività.
Il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi a marzo, ma la vigilanza resta alta per assicurare che l'azione resti “proporzionata e coerente con il mandato” del 2% nel medio termine.
Sul fronte interno, via Nazionale registra un netto miglioramento dei conti. Dopo le perdite lorde degli ultimi due anni, “il risultato lordo è ora tornato positivo per circa 3 miliardi”, un recupero di oltre 10 miliardi che riflette gli effetti della politica monetaria e il miglioramento del margine di interesse. Grazie a questo ritorno all'attivo, Panetta ha proposto di attribuire ai partecipanti un dividendo di 340 milioni a valere su un utile netto di 1.652 milioni.
Significativo anche il contributo per le casse pubbliche: “L’utile residuo destinato allo Stato sarebbe pari a 1.272 milioni, circa il doppio rispetto al 2024”, portando le risorse complessive destinate allo Stato nell'ultimo decennio alla cifra di 41,3 miliardi di euro.
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