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Presentato il rapporto sulla cronicità e la non autosufficienza: sebbene la speranza di vita superi gli 83 anni, gli acciacchi arrivano precocemente. Entro il 2030 gli over 65 saranno il 30% della popolazione.
Presentato il rapporto sulla cronicità e la non autosufficienza: sebbene la speranza di vita superi gli 83 anni, gli acciacchi arrivano precocemente. Entro il 2030 gli over 65 saranno il 30% della popolazione.
L'Italia si conferma uno dei Paesi più longevi al mondo, ma questa medaglia d'oro nasconde un rovescio della medaglia preoccupante: si vive a lungo, ma spesso in cattive condizioni cliniche.
Il monito arriva da Silvio Brusaferro, ordinario di Igiene all'Università di Udine ed ex presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), durante la presentazione del Libro bianco sulla cronicità.
“Sebbene la speranza di vita in Italia sia tra le più elevate al mondo, attestandosi a quasi 84 anni, quella in ‘buona salute’ si ferma drasticamente a 58”, ha spiegato l'esperto, sottolineando come per ogni cittadino si prospettino di fatto “oltre venticinque anni di vita trascorsi convivendo con malattie o disabilità”.
Questo scenario, definito "tsunami d'argento", vede gli over 65 rappresentare già un quarto della popolazione, destinati a diventare il 30% entro il 2030, con una spesa per la non autosufficienza che ha già sfondato il tetto dei 30 miliardi di euro annui.
Il sistema sanitario e sociale poggia oggi su basi fragili, sostenuto da oltre 8,5 milioni di caregiver familiari e 800 mila badanti, con una spesa privata che tocca i 45 miliardi di euro all'anno.
Sergio Harari e Stefano Paleari, curatori del volume, evidenziano uno squilibrio profondo che incide sulla domanda di servizi previdenziali e assistenziali, aggravato da un'età media nazionale di 49 anni, ben quattro sopra la media europea.
La solitudine rappresenta un'ulteriore sfida: entro il 2043 si stima che oltre 6 milioni di anziani vivranno soli, rendendo i modelli di cura attuali del tutto obsoleti.
Per rispondere a questa crisi, il Libro bianco propone una rivoluzione basata su innovazione digitale e nuovi modelli organizzativi, come l'adozione delle Digital Therapeutics (DTx), software certificati per scopi terapeutici già rimborsati in Paesi come la Germania ma ancora privi di una normativa strutturata in Italia.
La sostenibilità del sistema richiede però anche un cambio di passo culturale e normativo. Gli esperti suggeriscono di puntare su incentivi alla prevenzione e su una rete di cure geografiche capillari.
Sul fronte delle risorse, Rosanna Tarricone della SDA Bocconi propone di rivedere i meccanismi di esenzione dal ticket, basandoli sulla reale capacità economica, e di ripensare il ruolo delle assicurazioni private. L'obiettivo è trasformarle in strumenti di copertura reale per i rischi legati alla non autosufficienza e non in semplici mezzi per eludere le liste d'attesa.
Solo attraverso una collaborazione pubblico-privato rinnovata e una forte responsabilizzazione dei cittadini verso stili di vita corretti sarà possibile garantire il diritto alla salute per le generazioni presenti e future in un Paese che invecchia rapidamente.
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