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Prime navi in transito nel canale, mentre il petrolio affonda del 10%. Resta alta la tensione in Libano, escluso dal cessate il fuoco per Israele.
Prime navi in transito nel canale, mentre il petrolio affonda del 10%. Resta alta la tensione in Libano, escluso dal cessate il fuoco per Israele.
Teheran riapre lo Stretto di Hormuz per due settimane.
A ufficializzarlo, su X, è il ministro degli Esteri iraniano, Seyyed Abbas Araghchi, che a nome del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran ha scritto: “Ringrazio e apprezzo il mio caro fratello, Shahbaz Sharif, primo ministro del Pakistan, e il Maresciallo di Campo Asim Munir, comandante dell’Esercito pakistano, per i loro instancabili sforzi volti a porre fine alla guerra nella regione.
In risposta alla fraterna richiesta, e alla luce della richiesta statunitense di avviare negoziati sulle sue proposte in 15 punti, e dell’annuncio del presidente degli Stati Uniti di accettare integralmente le proposte iraniane in 10 punti come base per i negoziati, a nome del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran, dichiaro che se cesseranno gli attacchi contro la Repubblica Islamica dell’Iran, anche le nostre potenti forze armate cesseranno i loro attacchi difensivi.
La navigazione sicura nello Stretto di Hormuz sarà possibile per due settimane in coordinamento con le forze armate iraniane e tenendo conto delle limitazioni tecniche esistenti”.
L'impatto della decisione è stato immediato sul campo. L'organizzazione di monitoraggio Marine Traffic ha segnalato i primi attraversamenti dello Stretto di Hormuz dopo l'annuncio del cessate il fuoco: la nave portarinfuse di proprietà greca NJ Earth ha solcato il canale alle 08:44 UTC, preceduta dalla Daytona Beach, battente bandiera liberiana, alle 06:59 UTC, subito dopo essere salpata dal porto di Bandar Abbas.
La ripresa del traffico in questa arteria vitale per l'energia globale ha provocato un crollo immediato del prezzo del petrolio a New York, che ha perso il 10% del suo valore.
Il presidente statunitense Donald Trump ha confermato a France Presse di aver accettato di estendere di due settimane la scadenza dell'ultimatum, definendo l'accordo una vittoria per gli Stati Uniti. "Vittoria totale e completa. Al 100%. Senza alcun dubbio", ha detto, sottolineando che la questione dell'uranio iraniano sarà "perfettamente risolta".
Lo stop ai bombardamenti, ha precisato il tycoon su Truth, è però vincolato all'"apertura completa, immediata e sicura dello Stretto".
Il vicepresidente JD Vance, da Budapest, ha descritto la tregua come "fragile", sottolineando che Washington negozierà in "buona fede" nel primo round di trattative previsto a Islamabad per venerdì 10 aprile, dove saranno presenti anche gli inviati Witkoff e Kushner.
Nonostante il favore espresso dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa e dal premier pakistano Shehbaz Sharif, che auspicava un cessate il fuoco esteso "inclusi il Libano e altrove", resta la ferma divergenza di Israele. L'ufficio di Benjamin Netanyahu ha infatti chiarito che “il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano”, dove l'Idf prosegue le operazioni e ha emesso nuovi avvisi di evacuazione per l'area di Tiro.
Una posizione che ha spinto la Commissione Europea a richiamare Israele al rispetto della sovranità libanese e dell'integrità del contingente Unifil, definendo inaccettabile qualsiasi attacco contro i caschi blu.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato il lancio di una vasta operazione internazionale per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz, arteria vitale per l'economia globale.
Durante un incontro con i propri consiglieri e i membri del governo, Macron ha confermato il ruolo centrale di Parigi nel coordinamento di una coalizione multinazionale pronta a intervenire per facilitare il ritorno alla normalità dopo le recenti tensioni tra Washington e Teheran. "Circa 15 Paesi sono attualmente mobilitati e partecipano alla pianificazione, sotto la guida della Francia, per consentire l'attuazione di questa missione strettamente difensiva in coordinamento con l'Iran per facilitare la ripresa del traffico", ha dichiarato il capo dell'Eliseo secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters.
La Russia boccia duramente la linea d'urto adottata da Washington e Gerusalemme nelle ultime settimane. Secondo la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, l'approccio degli Usa e di Israele di un “attacco non provocato” contro l'Iran ha subito una “schiacciante sconfitta”.
Intervenendo a Radio Sputnik, la funzionaria ha ribadito la posizione del Cremlino, sottolineando che “fin dall’inizio la Russia ha affermato che questa aggressione doveva essere subito fermata”, poiché in Medio Oriente “non c'è una soluzione militare”. Secondo Mosca, la tregua attuale conferma la necessità di perseguire esclusivamente una “soluzione politica e diplomatica” attraverso un reale processo negoziale tra le parti.
La Casa Bianca rivendica il pieno successo dell'operazione militare e diplomatica condotta contro la Repubblica Islamica, sottolineando la rapidità con cui sono stati conseguiti i risultati strategici prefissati. “Questa è una vittoria per gli Stati Uniti che il presidente Trump e il nostro incredibile esercito hanno reso possibile. Fin dall’inizio dell’operazione, il presidente Trump ha stimato che si sarebbe trattato di un’operazione di 4-6 settimane.
Grazie alle incredibili capacità dei nostri militari, abbiamo raggiunto e superato i nostri obiettivi militari principali in 38 giorni. Il successo del nostro esercito ha permesso al presidente Trump e al team di impegnarsi in negoziati duri che ora hanno creato un’apertura per una soluzione diplomatica e una pace a lungo termine. Inoltre il presidente Trump ha ottenuto la riapertura dello Stretto di Hormuz. Non sottovalutate mai la capacità del presidente Trump di avanzare con successo gli interessi dell’America e di mediare la pace”, scrive su X la portavoce, Karoline Leavitt.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso soddisfazione per la distensione tra Washington e Teheran. Attraverso il suo portavoce Stéphane Dujarric, Guterres ha fatto sapere di accogliere “con favore l’annuncio di un cessate il fuoco di due settimane da parte degli Stati Uniti e dell’Iran”.
Il capo del Palazzo di Vetro ha rivolto un appello pressante a tutti gli attori regionali affinché questa finestra di tregua non vada sprecata.
Guterres “invita tutte le parti coinvolte nell’attuale conflitto in Medio Oriente a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e ad attenersi ai termini del cessate il fuoco, al fine di aprire la strada a una pace duratura e globale nella regione”.
Nel suo messaggio, il Segretario Generale ha voluto porre l'accento sulla dimensione umanitaria della crisi, sottolineando “l’urgente necessità di porre fine alle ostilità per proteggere le vite dei civili e alleviare le sofferenze umane”. Ha inoltre espresso un “sincero apprezzamento per gli sforzi compiuti dal Pakistan e dagli altri Paesi coinvolti nel facilitare il cessate il fuoco”.
Per monitorare da vicino l'evoluzione della situazione e sostenere il percorso negoziale, l’inviato personale del Segretario Generale, Jean Arnault, è già presente nella regione con l'obiettivo di favorire il raggiungimento di una pace stabile.
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