Tregua Usa-Iran: Coldiretti avverte l'Europa: "È una boccata d'ossigeno, ma serve una strategia contro nuove escalation"

L'associazione di categoria accoglie positivamente la riapertura del canale marittimo ma lancia l'allarme: senza un piano strutturale europeo su energia e cibo, l'economia rischia il "pantano".

(Prima Notizia 24)
Mercoledì 08 Aprile 2026
Roma - 08 apr 2026 (Prima Notizia 24)

L'associazione di categoria accoglie positivamente la riapertura del canale marittimo ma lancia l'allarme: senza un piano strutturale europeo su energia e cibo, l'economia rischia il "pantano".

L'intesa per una pausa di due settimane nel conflitto tra Stati Uniti e Iran, con la conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz, viene accolta da Coldiretti come una notizia positiva per le popolazioni civili e una necessaria boccata d’ossigeno per l’economia globale.

In una nota ufficiale, l'organizzazione sottolinea come l'accordo rappresenti “una finestra di stabilità che contribuisce ad allentare temporaneamente le tensioni su energia, logistica e trasporti, con effetti positivi anche per le imprese agricole”.

Tuttavia, l'associazione avverte che questa tregua deve essere il volano per un'azione europea immediata, onde evitare di farsi trovare impreparati di fronte a nuove escalation in uno scenario che rischia di trascinare il sistema produttivo in un vero e proprio “pantano”.

Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha espresso forte preoccupazione per la tenuta del settore agroalimentare, nonostante il sollievo temporaneo: “Ci sono tutti gli elementi per mettere in crisi l’intera economia europea e in particolare la produzione di cibo nel nostro Paese. La riapertura dello Stretto di Hormuz è una notizia positiva che offre un sollievo immediato, ma non può illuderci. Tra tensioni geopolitiche, aumento incontrollato dei costi e fragilità nelle catene di approvvigionamento, il sistema agroalimentare resta sotto una pressione senza precedenti. Se non si interviene subito anche sul capitolo energetico, il rischio è quello di bloccare non solo l’agricoltura, ma l’intero sistema produttivo, dai trasporti alla mobilità. Servono misure concrete e immediate per contenere i costi dell’energia e garantire continuità alle imprese. Il rischio è che interi Paesi possano deflagrare per la mancanza di una visione strategica europea”.

A fargli eco è il segretario generale Vincenzo Gesmundo, che ha richiamato l'importanza della sovranità alimentare citando il magistero del Pontefice: “Ho trovato vibranti le parole del Papa, l’unico leader mondiale capace di parlare di pace. Difendere il settore primario oggi significa difendere l’economia nazionale e la tenuta sociale dell’Italia.

Questa tregua dimostra quanto il sistema sia esposto a shock esterni e quanto sia urgente costruire una vera politica europea di sicurezza alimentare. L’Europa continua invece a dimostrare una pericolosa distanza dalla realtà, incapace di comprendere che il cibo non è una merce qualsiasi, ma un bene strategico su cui si fondano sicurezza, salute e stabilità sociale. Da Bruxelles arrivano risposte lente e spesso scollegate dalle esigenze dei territori.

Il cibo è un diritto, non un prodotto su cui fare esperimenti ideologici o operazioni di mercato. Senza agricoltura non c’è sovranità, senza sovranità non c’è futuro”.

Coldiretti conclude la nota sollecitando un intervento strutturale a livello comunitario simile a quello attuato per l'emergenza Covid. L'associazione critica l'operato della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, esortando l'esecutivo UE a smettere di scaricare sui singoli Stati il peso di una crisi che richiede, al contrario, una risposta unitaria, coordinata e lungimirante per proteggere gli asset strategici di energia, difesa e cibo.


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