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In uscita venerdì 10 aprile il nuovo progetto della polistrumentista barese. Una tracklist internazionale che spazia dal jazz di Richard Bona al pop di Levante, celebrando l'anima multiforme dell'artista.
In uscita venerdì 10 aprile il nuovo progetto della polistrumentista barese. Una tracklist internazionale che spazia dal jazz di Richard Bona al pop di Levante, celebrando l'anima multiforme dell'artista.
A quattro anni di distanza dal suo ultimo lavoro in studio, Serena Brancale torna sulla scena discografica con “Sacro” (Isola degli Artisti / Atlantic Records Italy / Warner Music Italy), fuori su tutte le piattaforme da venerdì 10 aprile.
Il nuovo album rappresenta l'evoluzione di un percorso artistico maturato sui palchi dei più prestigiosi templi della musica dal vivo, dove la Brancale ha saputo fondere studio, ricerca e sperimentazione.
Un lavoro che, come sottolineato nella presentazione, vede la storia dell'artista evolversi costantemente "per dare spazio a tutte le sue anime".
La tracklist di "Sacro" si distingue per collaborazioni di respiro globale e incontri artistici d'eccezione. Tra i momenti più attesi spicca la presenza dell'icona jazz/soul americana Gregory Porter, che accompagna Serena sia nella reinterpretazione del classico “Bésame Mucho”, sia nell’inedito “Solo un’ora” insieme alla rivelazione Sayf.
Il respiro internazionale del disco è arricchito dalla partecipazione della leggendaria voce cubana Omara Portuondo in “Aquello” e dal virtuosismo di Richard Bona in “Gitana”, oltre alle sperimentazioni world music con Alborosie. Non mancano i grandi successi radiofonici come la hit “Serenata” con Alessandra Amoroso.
A fare da apripista all'album è il singolo “Al mio paese”, pubblicato lo scorso 3 aprile e attualmente in vetta alle tendenze di YouTube. Il brano, che vede la partecipazione di Delia e Levante, viene descritto come "un ritorno a casa e al tempo stesso come una festa senza fine". È un'opera che "sa di Sud, di libertà, di estate, di casa", capace di unire l'intimità delle radici lucane e pugliesi all'energia travolgente delle "strade da vivere fino a tardi", confermando Serena Brancale come una delle voci più originali e internazionali del panorama contemporaneo.
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