Regeni, Mollicone respinge le accuse: "Il docufilm meritava il finanziamento"

Il deputato di FdI smentisce pressioni politiche sulla bocciatura del documentario e annuncia azioni legali contro le ricostruzioni "diffamatorie": "Pronto a ospitare la proiezione alla Camera".

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Mercoledì 08 Aprile 2026
Roma - 08 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Il deputato di FdI smentisce pressioni politiche sulla bocciatura del documentario e annuncia azioni legali contro le ricostruzioni "diffamatorie": "Pronto a ospitare la proiezione alla Camera".

Il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone (FdI), interviene con una nota dettagliata per smentire categoricamente le polemiche sul mancato finanziamento al docufilm dedicato a Giulio Regeni.

Definendo i retroscena degli ultimi giorni come "falsi e diffamatori", Mollicone ha precisato che l'opera "meritava di essere finanziato per il tempo" e ha ribadito il suo impegno civile: "Sono fra quelli che pensa che dovremmo andare fino in fondo per ottenere la verità. Come ho già spiegato, non sapevo dell'esistenza di un documentario su Giulio Regeni. L’ho appreso solo dai giornali dopo le polemiche di Procacci".

L'esponente di Fratelli d'Italia ha assicurato di ritenere "meritevole di un finanziamento un documentario su un caso che ha ricordato un italiano torturato all’estero", lanciando una proposta ufficiale: "Offro la mia disponibilità per organizzare — analogamente a come fatto con tanti altri film come, fra gli altri, 'Eredi della Shoah', 'Operazione Batiscafo Trieste', 'L'uomo dal Fiore in Bocca', 'Remember this', o con le proiezioni di docufilm su Capucci, su Vittoria Ottolenghi e sulla strage di Fiumicino, che non sono certo pericolosi epigoni della destra ma all'insegna del pluralismo più aperto e più stimolante — un confronto con i genitori di Regeni e la proiezione, come fatto al Senato".

Mollicone ha poi respinto l'idea di una "manina" politica dietro le scelte tecniche, sottolineando che "il Parlamento non si occupa di commissioni ministeriali" e ricordando precedenti illustri: "Ricordo che le commissioni nominate da Franceschini bocciarono 'C'è ancora domani' di Cortellesi, non potendo sapere che sarebbe diventato un fenomeno nazionale, così come un film, 'Il Nibbio', dedicato a Nicola Calipari. Politicizzare la questione non fa che avvelenare il clima sul cinema sul quale stiamo facendo una legge di riforma che delega il Governo al riordino delle norme su cinema e audiovisivo, senza bloccare il tax credit".

Nella nota si evidenzia come l'attuale impianto procedurale sia una "costruzione nata dalla legge 220/2016, quindi sotto il governo Franceschini", in cui le commissioni di esperti sono indipendenti e i verbali trasparenti. Proprio per superare questo modello, Mollicone ha annunciato: "Nella legge delega chiederò, con un emendamento, anche di riformare i criteri dei contributi selettivi".

In chiusura, il deputato ha confermato di aver dato mandato ai legali per tutelare la propria immagine: "Continuo a leggere ricostruzioni fantasiose – addirittura col mio nome nel titolo. Ho già dato mandato ai miei legali per valutare eventuali intenti diffamatori".


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