Alzheimer: nasce Interceptor, lo strumento italiano che predice la malattia con tre anni di anticipo

Sviluppato da un’eccellenza della ricerca italiana, un nuovo modello basato su algoritmi e genetica permette di individuare i soggetti ad alto rischio tra il milione di italiani colpiti da invecchiamento cerebrale patologico.

(Prima Notizia 24)
Mercoledì 08 Aprile 2026
Roma - 08 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Sviluppato da un’eccellenza della ricerca italiana, un nuovo modello basato su algoritmi e genetica permette di individuare i soggetti ad alto rischio tra il milione di italiani colpiti da invecchiamento cerebrale patologico.

Un'eccellenza della ricerca medica italiana ha dato vita a un innovativo modello predittivo capace di individuare con estrema precisione quali individui, tra coloro che già manifestano un lieve declino cognitivo, svilupperanno effettivamente una forma di demenza o l'Alzheimer nell'arco di soli tre anni.

Il progetto, denominato Interceptor e coordinato dal professor Paolo Maria Rossini dell'Irccs San Raffaele di Roma, nasce da una sinergia tra l'Agenzia Italiana del Farmaco, il Ministero della Salute, l'Istituto Superiore di Sanità e diverse realtà di eccellenza clinica nazionale.

Lo studio, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulla prestigiosa rivista Alzheimer's & Dementia, risponde a una necessità clinica urgente: in Italia si stima che circa un milione di persone conviva con un invecchiamento cerebrale patologico non ancora classificabile come demenza, ma circa il 50% di questi soggetti è destinato ad ammalarsi gravemente.

Riuscire a distinguere chi manterrà la propria autonomia da chi invece subirà un rapido peggioramento è fondamentale per intervenire tempestivamente.

Il sistema si avvale di complessi algoritmi che elaborano una serie di parametri eterogenei, dai biomarcatori specifici ai fattori genetici come il genotipo ApoE, fornendo una stima personalizzata del rischio suddivisa in fasce bassa, intermedia o alta.

La solidità del modello deriva dall'osservazione triennale di oltre 350 pazienti seguiti in diciannove centri distribuiti su tutto il territorio nazionale, durante la quale è emerso che quasi un terzo dei partecipanti ha sviluppato una patologia neurodegenerativa.

Oltre a rappresentare un enorme passo avanti per la pratica clinica quotidiana e la gestione della sanità pubblica, questo strumento made in Italy si candida a diventare un pilastro per il futuro delle terapie farmacologiche, permettendo di selezionare con estrema accuratezza i pazienti che potranno beneficiare dei nuovi trattamenti in arrivo, massimizzando l'efficacia delle cure proprio nelle fasi precoci della malattia.


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

#Alzheimer
#Interceptor
#MadeInItaly
#RicercaMedica
#Salute
PN24
Prima Notizia 24

APPUNTAMENTI IN AGENDA