Vicariato di Roma: al via la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani

In programma dal 18 al 25 gennaio, verrà conclusa con i Vespri celebrati da Papa Leone XIV a San Paolo fuori le Mura. Giovedì 22 alle 18.30 la veglia diocesana a Santa Lucia.

(Prima Notizia 24)
Venerdì 16 Gennaio 2026
Roma - 16 gen 2026 (Prima Notizia 24)

In programma dal 18 al 25 gennaio, verrà conclusa con i Vespri celebrati da Papa Leone XIV a San Paolo fuori le Mura. Giovedì 22 alle 18.30 la veglia diocesana a Santa Lucia.

“Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Efesini 4, 4). È un invito alla comunione il tema che accompagnerà la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, da domenica 18 a domenica 25 gennaio. In quest’ultima data, solennità della Conversione di san Paolo, alle ore 17.30, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, Papa Leone XIV concluderà la Settimana con la celebrazione dei Vespri. Tra i vari eventi in programma, centrale sarà la veglia ecumenica diocesana, giovedì 22 gennaio alle 18.30, nella parrocchia di Santa Lucia (circonvallazione Clodia, 135).

Al momento di preghiera interverranno i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane presenti a Roma; sarà presieduto dal cardinale vicario Baldo Reina, mentre l’omelia sarà offerta dall’arcivescovo ortodosso Khajag Barsamian, rappresentante della Chiesa Armena Apostolica presso la Santa Sede.

Diversi saranno gli appuntamenti anche in altre chiese e comunità. Lunedì si terranno due veglie, una alle 18.30 nella parrocchia di Dio Padre Misericordioso, l’altra alle 19.15 a Santa Maria delle Grazie al Trionfale. Martedì, alle 19, un momento di preghiera ecumenico è in programma a Santa Maria degli Angeli e dei Martiri; mentre venerdì, sempre alle ore 19, a San Gioacchino in Prati e ai Santi Mario e Compagni Martiri, alla stessa ora.

Ancora, il 23 alle 20, l’arcivescovo anglicano Anthony Ball presiederà a Santa Maria in Trastevere e saranno presenti gli studenti del Centro ecumenico di Bossey. Si prosegue sabato 24, alle 19, nella parrocchia di Santa Caterina. Nella basilica di Santa Maria in Via Lata, il Centro Eucaristico Ecumenico Figlie della Chiesa propone ogni sera la preghiera secondo i vari riti cattolici d’Oriente e d’Occidente.

Per quest’anno, le preghiere e le riflessioni che verranno utilizzate nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sono state preparate dai fedeli armeni ortodossi, in collaborazione con i loro fratelli e le loro sorelle delle Chiese armene cattoliche ed evangeliche. Il materiale è stato preparato, redatto e discusso nella sede storica spirituale e amministrativa della Chiesa apostolica armena, Surp Etchmiadzin a Yerevan, nei giorni, forieri di grande ispirazione, della benedizione del Muron (olio santo) e della riconsacrazione della Cattedrale Madre, avvenuta tra il 28 e il 29 settembre 2024 a seguito di un esteso lavoro di ristrutturazione, durato dieci anni.

Questa commemorazione ha offerto al popolo armeno e ai membri del Gruppo ecumenico locale un’opportunità unica per riflettere e celebrare la comune fede cristiana.

Il materiale proposto trae ispirazione da tradizioni secolari di preghiera e invocazioni, da sempre utilizzate dal popolo armeno, insieme a inni nati negli antichi monasteri e chiese dell’Armenia, alcuni dei quali risalgono addirittura al IV secolo. La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 invita i fedeli ad attingere a questo patrimonio cristiano condiviso e ad approfondire la comunione in Cristo, che unisce i cristiani di tutto il mondo.

"In Armenia la spiritualità è profonda e molto antica – osserva monsignor Marco Gnavi, incaricato diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso –; nel 301 il cristianesimo venne adottato quale religione di stato. I testi proposti per la Settimana di preghiera parlano della luce. “Luce da luce” è un passaggio centrale del credo niceno, di cui abbiamo celebrato da poco il millesettecentesimo anniversario. Cristo è la nostra luce e questo ci aiuta a vivere la speranza in questo tempo difficile». Il tema scelto è un invito e un richiamo all’unità: «La preghiera – continua – ci chiede di superarci, di andare gli uni verso gli altri, senza dimenticare le nostre radici, accogliendo l’invito a camminare verso l’unità, non solo perché ne abbiamo bisogno noi, ma il mondo intero ha bisogno di testimoni di unità. Il magistero di Papa Leone è molto chiaro ed esplicito in questo senso, invitandoci a considerare la pace come frutto della ricerca di unità, anzitutto fra di noi e poi fra i popoli".


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