Ucraina, svolta diplomatica: Zelensky annuncia una possibile trilaterale con la Russia a marzo

Mentre l'asse Ginevra-Pechino lavora per un tavolo di pace, si inasprisce lo scontro con l'Ungheria sul blocco petrolifero e scatta l'arresto in Germania per l'omicidio dell'ex consigliere Portnov.

(Prima Notizia 24)
Mercoledì 25 Febbraio 2026
Roma - 25 feb 2026 (Prima Notizia 24)

Mentre l'asse Ginevra-Pechino lavora per un tavolo di pace, si inasprisce lo scontro con l'Ungheria sul blocco petrolifero e scatta l'arresto in Germania per l'omicidio dell'ex consigliere Portnov.

A quattro anni dall'inizio dell'invasione, il panorama del conflitto ucraino si sposta improvvisamente sul terreno della diplomazia internazionale. 

Il presidente Volodymyr Zelensky ha scosso le cancellerie annunciando un imminente incontro a Ginevra tra il segretario del Consiglio per la sicurezza Rustem Umerov e i negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner. 

Secondo il leader ucraino, questo vertice servirà a definire un pacchetto per la ripresa del Paese, ma soprattutto a gettare le basi per un passaggio storico: “La seconda questione che sarà trattata domani nell’incontro a Ginevra è che si prepareranno per un incontro trilaterale, che si terrà con la Russia e, a nostro avviso, si terrà all’inizio di marzo”. Una prospettiva di dialogo che trova eco nelle parole del Cancelliere tedesco Friedrich Merz, il quale da Pechino ha esortato la Cina a pesare su Mosca per fermare l'aggressione: “I segnali provenienti dalla Cina sarebbero presi molto sul serio a Mosca. Desidero esprimere il mio esplicito apprezzamento per l’impegno cinese a favore della pace nella regione, che ho sentito oggi”. Dal canto suo, il presidente Xi Jinping si è detto favorevole ai negoziati, pur ribadendo che tutte le parti devono essere coinvolte su un piano di parità e che “le loro legittime preoccupazioni devono essere prese in considerazione”. 

Parallelamente alla diplomazia, la cronaca registra un importante successo investigativo in Germania, dove a Heinsberg è stato arrestato il presunto esecutore materiale dell'omicidio di Andriy Portnov, l'ex consigliere filo-russo di Yanukovich ucciso a Madrid lo scorso maggio. 

Mentre l'intelligence lavora sui casi di spionaggio e omicidi mirati, sul fronte interno ucraino Zelensky deve gestire lo scandalo corruzione che ha portato all'arresto dei colonnelli Andriy Ukrainets e Volodymyr Kompanychenko per tangenti legate alla costruzione di rifugi aerei. Nonostante le ombre interne, il presidente continua a potenziare la difesa comune europea attraverso accordi con Finlandia, Danimarca e Lettonia: “Stiamo ampliando la produzione congiunta di droni per difenderci dagli attacchi russi oggi e per difenderci e scoraggiare eventuali attacchi futuri. Queste iniziative contribuiscono a gettare le basi per una base industriale di difesa europea veramente autosufficiente che rafforzerà la nostra sicurezza comune in futuro”. 

Il clima si fa invece rovente sull'asse Kiev-Budapest. Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha lanciato accuse durissime contro Zelensky e Bruxelles, parlando di un "ricatto energetico" attraverso il blocco del petrolio: “Non cederemo al ricatto. Ho ordinato un aumento della sicurezza per le infrastrutture energetiche critiche. Il governo ucraino sta preparando ulteriori azioni per interrompere il sistema energetico ungherese. L’Ungheria non può essere ricattata”. Orban ha poi attaccato direttamente Ursula von der Leyen, sostenendo che “ieri i leader di Bruxelles hanno raggiunto un accordo con il presidente Zelensky per continuare la guerra. Questa è una cattiva notizia per l’Europa. Si sta prolungando una guerra che chiaramente non ha soluzione sul campo di battaglia. Centinaia di miliardi di euro vengono sperperati senza alcun risultato. In questa guerra, non sono i russi ad essere schiacciati, ma gli europei”. Il premier ungherese ha inoltre denunciato un presunto "patto segreto" con l'opposizione interna per trascinare l'Ungheria nel conflitto, concludendo che “il governo ungherese deve salvaguardare la sicurezza del Paese. Gli ungheresi possono contare su di noi: è esattamente quello che faremo”. 

Dall'Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rivendicato un ruolo centrale per l'Unione Europea nella risoluzione del conflitto: “Serve che l’Europa nel suo complesso sia protagonista, insieme, di una nuova stagione di pace. Credo che l’Europa dovrà e potrà essere protagonista della fase conclusiva delle trattative”. Tajani ha poi analizzato l'andamento militare affermando che “i russi di fatto hanno fallito, dopo quattro anni hanno conquistato il 18-19% del territorio ucraino, per cui ci metterebbero decenni per conquistare tutto. Alla fine anche loro saranno costretti a sedersi a un tavolo per trovare un accordo”.

Un appello al dialogo che risuona anche nelle parole del cardinale Matteo Zuppi, che durante una veglia di preghiera ha definito il conflitto “una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l’intera umanità. La Chiesa cerca solo che tacciano le armi, che cessino i bombardamenti, che si giunga senza indugio a un cessate il fuoco. I conflitti non si risolvono con le armi, ma con il dialogo. Ma si risolvono”. 

La richiesta di far tacere le armi, però, appare ancora lontana se si guarda ai bollettini di guerra delle ultime ventiquattro ore. La Russia ha scatenato una massiccia ondata di 115 droni, di cui circa 60 di fabbricazione iraniana tipo Shahed, colpendo duramente il sud-est del Paese. A Zaporizhzhia il bilancio è tragico con quattro vittime civili, mentre altri decessi si registrano nelle regioni di Kherson e Dnipropetrovsk. La risposta ucraina non si è fatta attendere e ha colpito lo stabilimento PAO Dorogobuzh nella regione russa di Smolensk, dove fonti locali riportano almeno sette morti e dieci feriti. Un attacco che ha costretto le autorità russe a chiudere scuole e asili. 

Mikhailo Podolyak, consigliere di Zelensky, ha ribadito la necessità di una barriera culturale contro l'influenza del Cremlino: “Il ‘mondo russo’ è un mondo terribile dove domina la violenza. Le restrizioni alla propaganda russa devono essere totali, e non solo in Ucraina: i divieti devono essere introdotti in tutta Europa. Non si può assecondare ciò che porterà a conflitti e invasioni”. Riguardo al ruolo dell'Italia, Podolyak ha confermato che il governo Meloni è un partner affidabile “senza dubbio”, pur suggerendo cautela verso le “interferenze russe negli affari sovrani europei, poiché Mosca investe molto in partiti e movimenti per ottenere una lobby filorussa. Ciò andrebbe valutato”. 


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