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Sotto la lente degli inquirenti il trasporto dell'organo verso il Monaldi di Napoli: il sospetto del ghiaccio secco e quella borsa frigo artigianale che ha segnato il destino del piccolo Domenico.
Sotto la lente degli inquirenti il trasporto dell'organo verso il Monaldi di Napoli: il sospetto del ghiaccio secco e quella borsa frigo artigianale che ha segnato il destino del piccolo Domenico.
L’inchiesta sulla tragica morte del piccolo Domenico entra in una fase cruciale con l’arrivo degli ispettori del Ministero della Salute presso l’ospedale di Bolzano.
La missione degli inviati governativi punta a fare piena luce su una catena di montaggio della speranza che, tra l'Alto Adige e la Campania, si è trasformata in un drammatico fallimento.
L’attenzione dei tecnici si sta concentrando meticolosamente su ogni singolo passaggio: dalle procedure di espianto dell'organo alla sua conservazione, fino alle concitate fasi del trasporto verso l'ospedale Monaldi di Napoli, dove il trapianto di cuore si è rivelato fatale per il bambino.
Al centro del sospetto c'è la gestione di quelle ore critiche in cui l'organo avrebbe dovuto essere preservato in condizioni di ipotermia perfetta per garantirne la funzionalità una volta impiantato.
Il dibattito pubblico e giudiziario è stato scosso dalla diffusione delle immagini del contenitore utilizzato per il delicato trasferimento.
Quello che appare nelle foto non è un sofisticato apparato tecnologico per il trasporto biologico, ma una borsa frigo di plastica rigida, di colore blu con manico arancione, simile a quelle comunemente utilizzate per uso domestico.
Sul fianco, una sigla vergata a pennarello riconduce alla sala operatoria di cardiochirurgia pediatrica, ma non è l'involucro esterno a preoccupare maggiormente gli inquirenti.
Il vero punto critico risiede nella natura del refrigerante scelto per il viaggio: si ipotizza infatti l’utilizzo di ghiaccio secco, ovvero anidride carbonica solida capace di raggiungere temperature estreme di circa -80 gradi Celsius.
Tale scelta, se confermata, si discosterebbe radicalmente dai protocolli standard che prevedono l'uso di ghiaccio d'acqua per mantenere una temperatura costante e non eccessivamente rigida, evitando così di danneggiare irreversibilmente i tessuti cardiaci.
Mentre la famiglia del piccolo, assistita dal legale Francesco Petruzzi, attende la decisione del GIP sulla richiesta di incidente probatorio, la macchina della giustizia accelera anche sul fronte informatico.
Nelle prossime ore verrà infatti conferito l'incarico ai periti della Procura per l'analisi forense degli smartphone sequestrati agli indagati, un passaggio fondamentale per ricostruire le comunicazioni intercorse tra le equipe mediche durante il trasferimento dell'organo.
Solo dopo il completamento di questi accertamenti tecnici e dell'autopsia, la salma di Domenico potrà essere finalmente restituita ai genitori per l'ultimo saluto, previsto per la fine della prossima settimana, mettendo fine a un'attesa straziante che dura dal giorno del trapianto fallito.
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