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Il vicepremier nega ipotesi di austerity o chiusure di uffici e scuole: "Lo smart working non è una soluzione da prendere in considerazione".
Il vicepremier nega ipotesi di austerity o chiusure di uffici e scuole: "Lo smart working non è una soluzione da prendere in considerazione".
Il governo non ha intenzione di varare misure di austerity per fronteggiare l'attuale crisi energetica. Lo ha dichiarato categoricamente il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, durante una conferenza stampa presso la sede della Stampa Estera dedicata proprio al tema del caro energia.
“Non c'è allo studio nessun piano sul razionamento di carburante, né sulla chiusura di scuole, uffici, fabbriche e negozi”, ha assicurato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Interpellato specificamente sulla possibilità che il Paese debba ricorrere a limitazioni nell'erogazione dei carburanti, Salvini è stato netto: “Sì, lo escludo, in questo momento non voglio neanche prenderlo in considerazione”.
Una chiusura totale che riguarda anche il ritorno massiccio al lavoro agile come strumento di risparmio energetico nazionale. “Io non considero lo smart working, non è da prendere in considerazione”, ha ribadito il vicepremier, sottolineando come la linea dell'esecutivo sia quella di garantire la piena operatività di tutte le attività produttive e dei servizi pubblici, nonostante le forti pressioni sui costi energetici derivanti dal contesto internazionale.
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