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Accordo raggiunto per il Nord Italia sui volumi produttivi del 2025; le associazioni vigileranno contro le irregolarità segnalando i casi all'Ispettorato repressione frodi.
Accordo raggiunto per il Nord Italia sui volumi produttivi del 2025; le associazioni vigileranno contro le irregolarità segnalando i casi all'Ispettorato repressione frodi.
Al termine del "tavolo latte" convocato presso il Ministero dell'Agricoltura, Confagricoltura ha espresso soddisfazione per l'esito del confronto, definendolo "un'intesa incentrata sul senso di responsabilità di tutti gli attori della filiera, che si impegnano per il rispetto di quanto concordato".
L'accordo, giunto a tre mesi dal precedente incontro, definisce gli orientamenti per la contrattazione lattiero-casearia tra agricoltori e industria con un focus specifico per il Nord Italia.
L'intesa riguarda i quantitativi aziendali riferiti alla produzione del 2025, mentre per le quote eccedenti di ogni singola azienda il parametro di riferimento sarà il valore stabilito dalla Camera di Commercio di Milano-Lodi.
L'accordo introduce anche un meccanismo di controllo più stringente: le associazioni agricole comunicheranno congiuntamente eventuali irregolarità all'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi (ICQRF).
Questa misura appare necessaria in un momento di forte criticità per il comparto del latte bovino, schiacciato tra il calo dei prezzi dovuto alla sovrapproduzione globale e l'impennata dei costi di gestione per gli allevatori, aggravata dalle tensioni geopolitiche e dai conflitti in corso.
Sul fronte istituzionale, l'Italia si è fatta portavoce delle difficoltà del settore anche in sede europea, richiedendo, insieme ad altri Paesi produttori, campagne di promozione specifiche per i prodotti lattiero-caseari.
Confagricoltura ha rivolto un ringraziamento al Ministro Francesco Lollobrigida per aver promosso il tavolo tecnico e per l'impegno costante a tutela di un'eccellenza internazionale. L'obiettivo resta quello di salvaguardare la tenuta delle imprese zootecniche italiane di fronte a uno scenario commerciale mondiale estremamente complesso.
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