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Appoggio unanime da Italia, Francia e Spagna. Mosca: "Non incendiare il Medio Oriente".
Appoggio unanime da Italia, Francia e Spagna. Mosca: "Non incendiare il Medio Oriente".
Il perimetro diplomatico attorno alla Repubblica Islamica si restringe drasticamente. I Ministri degli Esteri dell’Unione Europea, riuniti oggi a Bruxelles, sono orientati a sancire un punto di non ritorno nelle relazioni con l'Iran: il declassamento delle Guardie della Rivoluzione (Pasdaran) a gruppo terroristico. La decisione, maturata dopo mesi di brutale repressione del dissenso interno, segnerebbe un cambio di paradigma nella politica estera comunitaria.
"Chi agisce come un terrorista deve essere trattato come tale", ha scandito l'Alto Rappresentante Kaja Kallas, delineando una linea di fermezza che non sembra ammettere deroghe. Le parole trovano eco in quelle del Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, che ha parlato di una "grande convergenza" tra le cancellerie europee.
L'accordo politico atteso per oggi servirà da base per il provvedimento formale che scatterà nelle prossime settimane, colpendo il braccio armato del regime.
Il sostegno alla misura è trasversale: per il ministro francese Jean-Noel Barrot, il sacrificio dei giovani iraniani nelle piazze non può cadere nel vuoto; l'inserimento dei Pasdaran nella blacklist è la risposta minima alla "violenza contro una rivolta pacifica". Spagna e Belgio spingono per misure massime, con Bruxelles che rivendica una posizione di avanguardia già definita nei patti di coalizione di governo.
Mentre l'asse europeo si compatta, il Cremlino tenta di giocare il ruolo di pompiere, ma con un chiaro avvertimento rivolto a Washington. Il portavoce Dmitry Peskov ha esortato gli Stati Uniti alla "moderazione", sottolineando che le vie diplomatiche non sono ancora del tutto precluse. Per la Russia, un'escalation di sanzioni o, peggio, un'azione di forza, rischierebbe di far precipitare l'intera regione in un caos fuori controllo.
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