Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Caso Pasdaran: l'Iran smentisce le indiscrezioni trapelate in Senato.
Caso Pasdaran: l'Iran smentisce le indiscrezioni trapelate in Senato.
Quando mancano ormai solo nove giorni all'accensione del braciere olimpico di Milano-Cortina 2026, la macchina organizzativa viene scossa da un acceso dibattito sulla gestione dell’ordine pubblico e sulla sovranità nazionale.
Mentre la tensione internazionale sale, la Conferenza Episcopale Italiana prende una posizione netta contro l'ipotesi di delegare la vigilanza dei Giochi ad agenzie straniere.
Monsignor Giuseppe Baturi, segretario generale della CEI, ha espresso forti riserve sulla ventilata partecipazione degli agenti americani dell'Ice (la polizia anti-immigrazione USA) al dispositivo di sicurezza olimpico. "Speriamo che l'ordine sia assicurato il più possibile dalle nostre autorità", ha dichiarato l'alto prelato, sottolineando come la protezione di atleti e cittadini debba restare una responsabilità esclusiva delle forze dell'ordine italiane, senza deleghe esterne o "condivisioni" con corpi di polizia stranieri.
Parallelamente al fronte americano, si è aperto un caso politico sulla delegazione della Repubblica Islamica. Dopo le indiscrezioni sollevate in Senato da Alberto Balboni (FdI) sulla possibile presenza di Pasdaran a seguito degli sciatori iraniani, è intervenuta direttamente l'Ambasciata dell'Iran a Roma.
Con un post su X, Teheran ha smentito categoricamente qualsiasi presenza di Guardie della Rivoluzione, fornendo la lista ufficiale: quattro atleti, un allenatore e due dirigenti. "Auspichiamo che venga verificata la veridicità delle notizie prima di assumere posizioni politiche", ha ammonito la missione diplomatica, nel tentativo di spegnere una polemica che a pochi giorni dal via rischiava di surriscaldare il clima della kermesse.
APPUNTAMENTI IN AGENDA