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Per la festa dei suoi 80 anni l’Ussi assegna il Premio per il “racconto dello sport” a giornalisti di grande valore, che in tutti questi anni hanno raccontato questo mondo con i toni giusti e l’equilibro necessario.
Per la festa dei suoi 80 anni l’Ussi assegna il Premio per il “racconto dello sport” a giornalisti di grande valore, che in tutti questi anni hanno raccontato questo mondo con i toni giusti e l’equilibro necessario.
“Da ragazzino adoravo l'epica che nobilitava il racconto delle grandi imprese sportive. Leggevo Brera, Giovanni Arpino, Dino Buzzati, Antonio Ghirelli e Orio Vergani, ascoltavo alla radio Nicolò Carosio e Ferretti. Nella carta stampata mi occupavo di tutto durante la settimana, ma, nel week-end seguivo i campionati minori. Ho sempre attribuito allo sport valore educativo e formativo. Quando è leale competizione, ti insegna a vincere e a perdere. Ad accettare quello che in fondo è il gioco della vita. I bei ricordi sono tanti, legati soprattutto ai grandi eventi che ho seguito da inviato speciale del Giornale Radio e ai personaggi straordinari che ho intervistato”.
Per la festa dei suoi 80 anni l’USSI assegna il Premio per il “racconto dello sport” a giornalisti di grande valore, che in tutti questi anni hanno raccontato questo mondo con i toni giusti e l’equilibro necessario. Uomini e donne, sono cronisti famosi della televisione e della carta stampata e in prima fila c’è il giornalista reggino Tonino Raffa, voce storica di Radio Rai, per lui 60 anni vissuti intensamente sui campi di calcio.
Insieme a lui sulla ribalta della grande festa della Stampa Sportiva di Viareggio ci sono anche Iacopo Volpi (Rai anche lui), Francesco Pancani (Rai sport), Giulio Guazzini (Rai), Pier Augusto Stagi (Tuttobici), Diego Decarli (Ansa), Fausto Narducci (Gazzetta dello sport), Marco Bellinazzo (Sole24ore), e Francesco Pierantozzi (Sky Sport),
Sul palco, nella sala conferenze del Principino di Viareggio, ci sono campioni come Martina Caironi, Francesco Moser, Andrea Tafi, Giancarlo Antognoni, Filippo Volandri, Rita Grande, Margherita Porro, Marco Borriello, Filippo Tortu, Andrea Zorzi, Stefano Oppo e tecnici e dirigenti come Silvio Baldini, Luigi De Siervo, Umberto Calcagno, Renzo Ulivieri, Maurizio Viscidi, Vito Tisci alla presenza dei massimi organismi di categoria e dirigenti federali da Dagnoni (FCI) a D’Ettorre (FIV) da Mei (FIDAL) a esponenti di Feder Volley, Feder Rugby e Feder Basket.
Tonino Raffa, dunque, una leggenda delle cronache sportive trasmesse in questi ultimi 40 anni dalla RAI, che a Viareggio viene esaltato “per aver raccontato il calcio italiano da grande maestro della comunicazione” e che poi racconta sé stesso in questa maniera: “Sono solo uomo della periferia, ho messo insieme tre Olimpiadi, sei campionati del mondo e tre europei di calcio, una Coppa d'Africa, una cinquantina di partite di Champions e di Europa League. In totale ho collezionato mille e duecento radiocronache. Forse il ricordo più struggente è quello legato alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Atlanta nel 1996. Mi sono commosso, insieme con altri colleghi, quando ho visto che per il ruolo di ultimo tedoforo era stato scelto il grande Cassius Clay. Già minato nel fisico per via del Parkinson, entrò nello stadio, salì in cima barcollando per accendere la fiaccola olimpica. Lo fece con grande fierezza e, per il tremore, rischiò di bruciarsi le mani. Quel sacrificio scatenò una polemica. Gli organizzatori risposero a tono. Solo Clay, che aveva condannato il razzismo e le discriminazioni ed aveva rifiutato di combattere in Vietnam, poteva rappresentare l'America riunita e riappacificata di fronte agli occhi del mondo in occasione di un evento di grandissimo impatto mediatico come l'Olimpiade”.
Alla domanda, Cosa conservi del tuo passato glorioso di cronista risponde sorridendo in questo modo: “Pochi cimeli ma nel mio piccolo ne vado orgoglioso. Tra questi le maglie di Pelè, Maradona, Baggio, Del Piero, Ronaldinho e via dicendo. Quella di Pelè è con tanto di dedica personale. Un regalo che devo al grande Josè Altafini”.
Una festa senza eguali per tuti i campioni e i cronisti presenti e che gli 80 anni dell’USSI meritava a piena ragione e a pieno titolo, e che mai come in questo momento sono ancora meravigliosamente ben portati.
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