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Documenti falsi e ombre internazionali sul caso.
Documenti falsi e ombre internazionali sul caso.
Non è stato un gesto disperato, ma un delitto pianificato nei minimi dettagli. Gli inquirenti milanesi non hanno ormai dubbi: la morte di Alexander Adarich, l'ex titolare della Fidobank ucraina volato giù da un B&B a pochi passi dal Duomo, è un omicidio. Le indagini della Squadra Mobile, guidate dal PM Rosario Ferracane, hanno isolato un fotogramma decisivo: due uomini che si allontanano dal palazzo di via Nerino subito dopo il fatto. Secondo la ricostruzione investigativa, il banchiere 54enne sarebbe stato ucciso all'interno dell'appartamento e solo successivamente scaraventato dalla finestra per simulare un suicidio.
Un piano quasi perfetto, se non fosse per la testimone oculare: la custode dello stabile ha riferito di aver visto un uomo affacciarsi subito dopo l'impatto e di averlo poi incrociato in cortile. Lo sconosciuto, con freddezza glaciale, le avrebbe chiesto in inglese "cosa fosse successo" prima di sparire nel nulla insieme a un complice.
Il caso ha assunto i contorni di una vera spy story internazionale. Nell'alloggio – che non era stato prenotato a nome della vittima – sono stati rinvenuti diversi documenti: la foto era quella di Adarich, ma le generalità e le nazionalità indicate erano molteplici.
Si scava nel passato finanziario dell'uomo, che dopo il crack della sua banca nel 2020 aveva spostato i propri interessi in Lussemburgo. Milano, per lui, doveva essere una tappa lampo, iniziata e finita tragicamente lo stesso 23 gennaio.
Mentre si attende la fissazione dell'autopsia, la Polizia sta setacciando ogni singola telecamera della zona per identificare i due fuggitivi. L'ipotesi al vaglio è quella di un regolamento di conti legato a capitali illeciti o segreti bancari che Adarich portava con sé, protetto da identità fittizie che non sono bastate a salvarlo dai suoi sicari.
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