Stefano La Rocca e le sue due mostre in contemporanea a Bangkok

L'artista romano espone in due differenti location contestualmente nella capitale thailandese, la sua visione del mondo è dell'Arte tra scienza quantistica e Buddhismo 

di Francesco Tortora
Lunedì 26 Gennaio 2026
Dal nostro corrispondente a Bangkok - 26 gen 2026 (Prima Notizia 24)

L'artista romano espone in due differenti location contestualmente nella capitale thailandese, la sua visione del mondo è dell'Arte tra scienza quantistica e Buddhismo 

Non immagineresti mai di incontrare un artista italiano che espone a Bangkok sì ma in due location contemporaneamente.
Con Stefano La Rocca, però, questo accade.
Stefano La Rocca, 55 anni, nato a Roma espone da Jedi e presso L'On Bangkok, due location speciali, due contenitori culturali che hanno una veste e funzioni d'uso molteplici.
 
Sappiamo che hai seguito gli studi di Architettura. Quando, allora, hai deciso di intraprendere la tua carriera specifica dell'Artista? 
 
In verità ho sempre dipinto o disegnato da quando ero molto piccolo. Credo sia il mio vero talento, la missione che la vita mi ha affidato. Però ciò che mi ha veramente spinto a cambiare, è stato il fatto che non fossi felice e che il mio corpo dava segni di malessere. Lavoravo fino a mezzanotte e avevo mal di schiena ed insonnia. Allora alla terza società sciolta perché i miei compagni litigavano sulla redistribuzione economica, mi sono deciso a mollare tutto ed inseguire i miei sogni di viaggiare e dipingere. E adesso li ringrazio.
 
Che rilievo ha avuto ed ha la componente del "viaggio" nella tua Arte? 
 
Importantissima. Mi ha aperto la strada nel vedere la magia della vita. Le infinite possibilità che abbiamo quando superiamo la nostre paure ed i nostri limiti. Viaggiare è un allenamento ad apprendere dalla diversità ed al cambio continuo. In verità questo si rivede anche negli ultimi lavori in cui sto portando avanti il concetto di trovare un'armonia: lavorando con altre persone ed uscendo dal proprio ego si ha sempre un risultato differente.
 
Sappiamo che sei buddhista e pratichi il Buddhismo di Nichiren, oggi diffuso dalla Soka Gakkai, organizzazione di ispirazione buddhista di origine giapponese. Quanto questo conta nella tua visione del mondo e nella tua Arte? 
 
Il Buddismo, che io intendo più come scienza che come religione, fa parte, o meglio rappresenta benissimo come già vedevo la vita prima. Ossia tutto è uno, ed interconnesso. E la nostra percezione è molto limitata. Siamo molto di più di quello che pensiamo. Ma il nostro pensiero, e ciò che la nostra moderna società ci insegna, ci limita molto. E la fisica quantica lo spiega tutto. Infatti considero l’arte, come dice il nostro maestro Ikeda, come una connessione con l’infinito, necessaria. E tutto ciò che dice questo Buddismo sull’arte mi trova completamente d’accordo e sta scritto sul mio sito web (www.stefanolarocca.com).
 
Sono in corso non una ma due mostre contemporaneamente a Bangkok, da Jedi e L'On Bangkok, il che dimostra quanto la Capitale thailandese sia vibrante e propositiva. Qual è la caratteristica della tua Arte e il tuo messaggio? E perché proprio Bangkok, oggi?
 
La mia Arte nasce come un dialogo tra energia, materia e relazione umana. Non mi interessa l’opera come oggetto chiuso ma come processo vivo, capace di trasformarsi e di trasformare chi la incontra. Il messaggio è proprio questo: uscire dall’ego, dalla separazione e ritrovare un’armonia più ampia, dove le differenze diventano ricchezza e non limite. Anche per questo, negli ultimi lavori, la collaborazione e l’incontro con altre persone sono centrali: l’opera finale è sempre qualcosa che va oltre il singolo individuo. Infatti una delle 2 mostre è stata completamente dedicata all’ INTERAZIONE, ossia si dipinge sulla stessa tela in molti e poi si è prodotta una piccola collaborazione a 2 che lo spettatore si è portato a casa. L’altra invece è stata dedicata all’astratto ed alle silhuette in bianco e nero in cui lo spettatore viene spinto a creare-vedere ciò che più lo rispecchia. 
Bangkok, oggi, rappresenta perfettamente questa visione. La Thailandia mi sembra molto più aperta rispetto ad altre realtà asiatiche: c’è curiosità, accoglienza, voglia di sperimentare e meno paura di ciò che è nuovo o non convenzionale. È una città vibrante, in continuo cambiamento, dove tradizione e futuro convivono naturalmente. Esporre qui, e farlo addirittura in due spazi contemporaneamente, significa entrare in sintonia con un’energia collettiva che rispecchia profondamente il senso del mio lavoro e del mio percorso umano e artistico.

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