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Il giornalista lodigiano, che ha anche diretto il quotidiano "Il Tempo" dal 2007 al 2010, è scomparso dopo un malore improvviso a Roma.
Il giornalista lodigiano, che ha anche diretto il quotidiano "Il Tempo" dal 2007 al 2010, è scomparso dopo un malore improvviso a Roma.
Il giornalismo italiano perde una delle sue figure più poliedriche e autorevoli. Roberto Arditti è deceduto oggi all'ospedale San Camillo Forlanini di Roma, dove era ricoverato da ieri in terapia intensiva a seguito di un improvviso arresto cardiaco.
Le sue condizioni erano apparse subito disperate e, nel pomeriggio di oggi, la direzione sanitaria ha confermato la morte cerebrale.
Nel rispetto delle volontà espresse in vita dallo stesso giornalista, l’ospedale ha comunicato l'avvio delle procedure per la donazione degli organi.
Nato a Lodi il 28 agosto 1965 e laureato alla Bocconi, Arditti ha costruito una carriera d'eccellenza muovendosi con naturalezza tra carta stampata, radio, televisione e comunicazione istituzionale.
Dopo i primi passi nella Gioventù Repubblicana e l'esperienza nel gabinetto di Giovanni Spadolini al Senato, era diventato un pilastro dell'informazione nazionale: è stato autore storico di Porta a Porta su Rai 1 e ha guidato le news di RTL 102.5, firmando la celebre trasmissione L'indignato speciale.
Tra il 2007 e il 2010 aveva inoltre diretto il quotidiano romano Il Tempo.
Protagonista anche della comunicazione di grandi eventi, Arditti è stato il volto delle relazioni esterne di Expo 2015 e portavoce dell'ex ministro dell'Interno Claudio Scajola.
Negli ultimi anni, oltre alla presidenza della società di consulenza Kratesis, ricopriva l'incarico di direttore editoriale e membro del CdA di Base Per Altezza, la società editrice delle testate Formiche, Formiche.net e Airpress.
La sua scomparsa lascia il ricordo di un professionista dall'equilibrio raro, capace di analizzare con lucidità i complessi intrecci tra politica, economia e società.
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