Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
L'operazione, che coinvolge anche testate collegate e centro stampa, prevede l'ingresso di investitori del Nord Ovest; le istituzioni e i sindacati chiedono garanzie su livelli occupazionali e rilancio del quotidiano.
L'operazione, che coinvolge anche testate collegate e centro stampa, prevede l'ingresso di investitori del Nord Ovest; le istituzioni e i sindacati chiedono garanzie su livelli occupazionali e rilancio del quotidiano.
Il panorama editoriale italiano si avvia verso un cambiamento storico: il Gruppo Gedi e il Gruppo Sae hanno comunicato ufficialmente di aver sottoscritto il contratto preliminare per la cessione del quotidiano La Stampa a quest’ultimo.
L'accordo non riguarda solo la testata torinese, ma include un pacchetto completo che comprende le attività digitali, le testate collegate, il centro stampa e la rete commerciale dedicata alla raccolta pubblicitaria locale, oltre a tutte le funzioni di staff e supporto redazionale.
L’acquisizione sarà finalizzata tramite un veicolo societario di nuova costituzione sotto il controllo del Gruppo Sae, con la previsione di coinvolgere nuovi investitori strategici legati al territorio del Nord Ovest.
Secondo quanto riferito in una nota ufficiale, l'obiettivo dell'operazione è "garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio".
Il closing della transazione è atteso entro il primo semestre del 2026, una volta concluse le consuete procedure sindacali e gli iter burocratici previsti.
Sulla vicenda è intervenuto con fermezza il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, sottolineando il valore civile dell'operazione: “Apprendiamo la notizia della firma del contratto preliminare per la cessione del quotidiano La Stampa al gruppo editoriale Sae. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare anche alle giornaliste e ai giornalisti che la scorsa settimana si sono riuniti in presidio davanti al Comune, La Stampa è una realtà fondamentale per la nostra città, per la quale rappresenta non soltanto una voce autorevole ma un vero e proprio presidio di democrazia.
Come istituzione in questa delicata fase vigileremo sul piano industriale e sul mantenimento dei livelli occupazionali nell’interesse del futuro di quello che è un patrimonio del nostro territorio e che dovrà poter continuare a garantire libertà di informazione”.
Anche il fronte sindacale ha espresso preoccupazione e attesa per i dettagli del piano. I segretari generali di Cisl Torino e Piemonte, Giuseppe Filippone e Luca Caretti, hanno puntato l'attenzione sull'incontro istituzionale fissato per il 13 marzo presso il Grattacielo della Regione: “Nel constatare positivamente la volontà di ‘preservare l’indipendenza della testata e il profondo legame con il territorio’, chiediamo che venga fatta chiarezza sulla sostenibilità finanziaria del piano industriale, sulla compagine di imprenditori del Nord Ovest coinvolti nell’acquisto della testata e soprattutto sulla salvaguardia dell’occupazione e la tutela di tutti i lavoratori coinvolti: dai giornalisti, ai tipografi, dagli amministrativi agli impiegati della rete pubblicitaria. Il patrimonio culturale e professionale dello storico quotidiano torinese, punto di riferimento dell’informazione italiana, non va disperso ma rilanciato e difeso”.
APPUNTAMENTI IN AGENDA