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Persi 200mila pernottamenti per le festività a causa delle tensioni internazionali. Frenano i turisti americani e asiatici, mentre regge l'Europa. Assoturismo lancia l'allarme: "Incertezza assoluta tra rincari dei voli e cancellazioni".
Persi 200mila pernottamenti per le festività a causa delle tensioni internazionali. Frenano i turisti americani e asiatici, mentre regge l'Europa. Assoturismo lancia l'allarme: "Incertezza assoluta tra rincari dei voli e cancellazioni".
Le festività pasquali si aprono all'insegna del chiaroscuro per il settore turistico italiano, che si ritrova a fare i conti con gli effetti diretti del conflitto in corso in Medio Oriente.
Secondo l'indagine condotta dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti su un campione di 1.087 imprese ricettive, le presenze stimate si attestano a 14,1 milioni, segnando una flessione del -1,3% rispetto allo scorso anno, pari a circa duecentomila pernottamenti in meno.
Il mercato straniero continua a rappresentare la quota maggioritaria con 8,3 milioni di presenze (in calo del -1,4%), mentre i turisti italiani registrano una contrazione del -1,2%, fermandosi a 5,8 milioni.
Il clima di forte instabilità geopolitica sta influenzando negativamente tutte le macro-aree del Paese, con i cali più marcati registrati nel Sud e nelle Isole (-2,0%) e nel Centro Italia (-1,8%), mentre tengono meglio le località di montagna e le città d'arte, pur segnando queste ultime una lieve flessione dello 0,8%.
L'analisi dei flussi evidenzia una spaccatura netta tra i mercati di prossimità e quelli a lungo raggio: se da un lato crescono le provenienze da Francia, Germania, Polonia e altri Paesi europei, dall'altro si registra un brusco raffreddamento delle prenotazioni da Stati Uniti, Canada, Australia, Cina e Giappone.
Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, ha sottolineato come il settore sia entrato in una fase di profonda incertezza, alimentata dalla percezione di insicurezza dei viaggiatori, dalle cancellazioni dei voli intercontinentali e dal sensibile aumento delle tariffe aeree. "Il conflitto in corso in Medio Oriente e le conseguenti tensioni internazionali iniziano a far sentire i propri effetti sul turismo italiano", ha spiegato Messina, evidenziando che i primi contraccolpi si avvertono non solo nell'outgoing, ma anche nell'incoming con il rallentamento dei mercati extra-europei.
Nonostante la capacità di adattamento dimostrata dal comparto nei primi tre mesi dell'anno, Assoturismo invoca ora interventi rapidi e decisi a sostegno della filiera per fronteggiare una condizione di precarietà che rischia di compromettere l'avvio della stagione primaverile.
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