Export illegale di munizioni verso la Russia: manager bolzanino arrestato negli USA

L'uomo, arrestato a marzo, si è dichiarato colpevole di fronte alla giustizia americana. Attraverso triangolazioni con società estere, avrebbe inviato proiettili per oltre 540mila euro destinati a sostenere lo sforzo bellico russo.

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Venerdì 10 Aprile 2026
Roma - 10 apr 2026 (Prima Notizia 24)

L'uomo, arrestato a marzo, si è dichiarato colpevole di fronte alla giustizia americana. Attraverso triangolazioni con società estere, avrebbe inviato proiettili per oltre 540mila euro destinati a sostenere lo sforzo bellico russo.

Un manager italiano di 61 anni, Manfred Gruber, originario della provincia di Bolzano, si trova attualmente in carcere negli Stati Uniti dopo essersi dichiarato colpevole di export illegale di munizioni verso la Russia.

Secondo le accuse formulate dal Dipartimento di Giustizia americano, Gruber, responsabile commerciale per un'azienda italiana del settore armiero, avrebbe orchestrato un complesso sistema di triangolazione per aggirare le sanzioni internazionali.

L'inchiesta ha rivelato come l'uomo, considerato “un membro chiave di una rete internazionale di approvvigionamento illegale di munizioni a favore della Russia”, abbia movimentato materiale bellico per un valore superiore ai 540mila euro.

Lo schema prevedeva l'uscita delle munizioni dagli USA verso il Kirghizistan, da dove venivano poi riesportate in Russia per alimentare il conflitto in Ucraina.

Sulla gravità delle azioni del manager si è espresso duramente Roman Rozhavsky, vicedirettore della Divisione spionaggio e controspionaggio dell’Fbi, dichiarando che “Manfred Gruber ha messo a rischio numerose vite fornendo illegalmente alla Russia munizioni di fabbricazione americana e di tipo militare per un valore di centinaia di migliaia di dollari, al fine di sostenerne l’offensiva bellica in Ucraina”.

L'arresto, avvenuto lo scorso 30 marzo, è il risultato di un'operazione che ha smantellato una rete di società controllate utilizzate per occultare la reale destinazione dei carichi, violando sistematicamente le licenze di esportazione che avrebbero dovuto vincolare il materiale al territorio italiano.

Le prove a carico dell'altoatesino includono messaggi crittografati scambiati con i suoi complici, che confermano la volontà deliberata di eludere i controlli.

In una conversazione riguardante la fornitura di centomila proiettili, a un socio che chiedeva i tempi di consegna, Gruber rispondeva: “Mi daranno una risposta tra pochi giorni… devi consegnare loro tutto in una volta? Lo chiedo per via della possibile destinazione… Hanno beccato il distributore sloveno che aveva triangolato con la Russia”. Quando il collaboratore proponeva di frazionare la spedizione per un presunto cliente armeno, il manager commentava con approvazione: “Direi che sarebbe meglio così, in modo che passi inosservata”. Queste ammissioni, depositate presso la corte federale di Brooklyn, hanno sancito la fine dell'operazione clandestina e la condanna del manager.


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