Clima, l'Università della British Columbia: "Estati sempre più lunghe e precoci, il calendario va cambiato"

Uno studio rivela che dal 1990 la durata dell'estate aumenta di 6 giorni ogni decennio. Gli esperti propongono di abbandonare le date fisse: "L'aspettativa che la bella stagione inizi a giugno ci coglie impreparati".

(Prima Notizia 24)
Venerdì 10 Aprile 2026
Roma - 10 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Uno studio rivela che dal 1990 la durata dell'estate aumenta di 6 giorni ogni decennio. Gli esperti propongono di abbandonare le date fisse: "L'aspettativa che la bella stagione inizi a giugno ci coglie impreparati".

Le stagioni stanno cambiando volto a una velocità superiore a quanto previsto finora: le estati moderne sono più precoci, durature e torride. È l'allarme lanciato da uno studio dell'Università della British Columbia, pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters, che evidenzia come il calore si stia accumulando con una rapidità senza precedenti.

Analizzando i dati termici dal 1961 al 2023, i ricercatori hanno scoperto che tra il 1990 e il 2023 la durata media dell'estate nella fascia tra tropici e circoli polari è aumentata di circa 6 giorni per decennio.

Il fenomeno è ancora più marcato in alcune aree urbane: "In Australia, a Sydney, le temperature estive durano ora circa 130 giorni, rispetto agli 80 giorni del 1990, con un incremento di 15 giorni per decennio mentre a Toronto le estati si allungano di otto giorni per decennio", sottolinea Ted Scott, autore principale della ricerca. Questo squilibrio stagionale porta con sé passaggi bruschi tra i periodi dell'anno, stravolgendo i cicli biologici e sociali.

Secondo Scott, "il momento e la rapidità in cui arriva l'estate influenzano i modelli e i comportamenti della vita vegetale e animale, nonché della società umana".

Le conseguenze spaziano da sfasamenti ecologici, come fiori che sbocciano prima dell'arrivo degli impollinatori, a rischi idrogeologici legati allo scioglimento precoce della neve, fino a pesanti ripercussioni su agricoltura e sistemi energetici.

I dati indicano che dal 1990, nell'emisfero settentrionale, il calore estivo accumulato sulle terre emerse è cresciuto tre volte più velocemente rispetto al trentennio precedente.

Di fronte a questa mutazione, gli esperti suggeriscono una rivoluzione concettuale: smettere di definire le stagioni tramite il calendario astronomico e adottare invece criteri basati sulle reali condizioni meteorologiche e sulle medie storiche locali. L'attuale rigidità del calendario viene vista come un ostacolo alla gestione delle emergenze, poiché l'aspettativa che l'estate inizi convenzionalmente a giugno influenza negativamente le politiche pubbliche, "perché ci coglie impreparati affrontare il caldo anticipato".

L'obiettivo è dunque ripensare la pianificazione urbana e agricola per adattarsi a una Terra dove il clima mite sta cedendo il passo a periodi torridi sempre più estesi.


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

#Ambiente
#CambiamentoClimatico
#Clima
#Estate
#RicercaScientifica
PN24
Prima Notizia 24

APPUNTAMENTI IN AGENDA