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Dagli esordi pop al successo con Wess, fino al legame indissolubile con Faber. Ritratto di una voce iconica che ha attraversato il sequestro in Sardegna e si è fatta custode di una delle pagine più importanti della nostra cultura.
Dagli esordi pop al successo con Wess, fino al legame indissolubile con Faber. Ritratto di una voce iconica che ha attraversato il sequestro in Sardegna e si è fatta custode di una delle pagine più importanti della nostra cultura.
Compie oggi 80 anni Dori Ghezzi, artista nata a Lentate sul Seveso che ha saputo attraversare le stagioni della musica italiana con una grazia e una coerenza rare. La sua carriera sboccia nei vivaci anni Sessanta, un'epoca di boom economico e leggerezza melodica in cui Dori si affaccia giovanissima.
Se i primi brani pop incontrano il gusto immediato del pubblico, è già evidente una sensibilità espressiva pronta a spingersi oltre i confini della musica commerciale, preludio a una ricerca artistica più profonda.
La consacrazione popolare arriva negli anni Settanta grazie al sodalizio con Wess. Il duo diventa uno dei più amati del decennio, capace di scalare le classifiche e conquistare il palco del Festival di Sanremo con brani entrati di diritto nella memoria collettiva. È una fase solare e di grande successo, che definisce Dori Ghezzi come una delle voci più riconoscibili e versatili del panorama nazionale.
Tuttavia, è l'incontro con Fabrizio De André a segnare la svolta definitiva, trasformando la sua vita in un percorso di musica d'autore, impegno e sperimentazione. La loro unione, diventata iconica, è stata un simbolo di libertà e rispetto reciproco.
Insieme hanno affrontato anche il momento più drammatico: il rapimento in Sardegna nel 1979. Un'esperienza terribile che Dori ha vissuto con una dignità e una forza interiore straordinarie, doti che hanno continuato a contraddistinguerla anche dopo la scomparsa di Fabrizio.
Negli ultimi decenni, Dori Ghezzi ha scelto la strada della discrezione, allontanandosi dai riflettori per farsi custode attenta e rigorosa dell'eredità artistica di De André. Attraverso la Fondazione a lui dedicata, si impegna quotidianamente nella promozione della sua opera, dimostrando ancora una volta che il suo legame con l'arte e con Fabrizio supera il tempo, restando un punto di riferimento imprescindibile per la cultura italiana.
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