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Il capolavoro di Molière arriva a Siena con la regia di Andrée Ruth Shammah. Vincenzo Bocciarelli lo sceglie per la Giornata Mondiale del Teatro: un omaggio alla scena come luogo di verità e confronto.
Il capolavoro di Molière arriva a Siena con la regia di Andrée Ruth Shammah. Vincenzo Bocciarelli lo sceglie per la Giornata Mondiale del Teatro: un omaggio alla scena come luogo di verità e confronto.
C’è un teatro che diverte, ferisce, smaschera. Ed è il teatro di Molière, che con “Il misantropo” torna a vivere sul palco del Teatro dei Rinnovati da venerdì 27 a domenica 29 marzo, nel cartellone “Sipario Rosso” della stagione 2025/2026 dei Teatri di Siena.
A dare ulteriore forza all’appuntamento è il calendario. Il debutto dello spettacolo cade infatti il 27 marzo, data in cui si celebra la Giornata Mondiale del Teatro. Una ricorrenza che il direttore artistico Vincenzo Bocciarelli ha scelto di onorare con un testo che più di altri mette al centro la funzione autentica della scena: interrogare la società, dare voce ai conflitti, far risuonare la parola come strumento di verità. La presenza del capolavoro di Molière in questa giornata assume così il valore di un segno, quasi di una dichiarazione poetica dentro la stagione dei Teatri di Siena.
Il protagonista è Fausto Cabra, chiamato a incarnare un Alceste teso, lucido, irriducibile. Attorno a lui prende forma un mondo compatto e seducente, dove l’apparente pluralità dei comportamenti nasconde in realtà una profonda uniformità di pensiero. È qui che il personaggio esplode in tutta la sua contraddizione: rifiuta l’ipocrisia, ma non riesce a sottrarsi al dolore del sentimento; denuncia il vuoto della società, ma resta intrappolato nel bisogno d’amore e di riconoscimento.
La regia di Andrée Ruth Shammah evita ogni lettura moralistica e accompagna lo spettatore dentro una partitura sottile, dove il comico non cancella mai il dramma e il dramma non soffoca mai la leggerezza. “Il misantropo” diventa così il ritratto di un’umanità incapace di comunicare fino in fondo, sospesa tra desiderio di assoluto e necessità di adattarsi. Un testo seicentesco che continua a parlare al presente con una precisione quasi spietata.
Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra Andrée Ruth Shammah, Luca Micheletti e Valerio Magrelli, nel segno di una particolare attenzione alla lingua, alla musicalità e al peso delle parole. E proprio la parola, nella sua densità teatrale, diventa il centro di questa messinscena: non semplice veicolo del racconto, ma materia viva, ritmo, tensione, attrito.
La produzione è di Teatro Franco Parenti e Fondazione Teatro della Toscana. Le repliche sono in programma venerdì 27 e sabato 28 marzo alle ore 21, domenica 29 marzo alle ore 17. Sabato 28 marzo alle 18.30 è previsto anche l’incontro con il pubblico nel foyer del teatro.
Insieme a Fausto Cabra saliranno sul palco Marco Balbi, Bea Barret, Manuel Bonvino, Angelo Di Genio, Filippo Lai, Margherita Laterza, Francesco Maisetti, Edoardo Rivoira, Emilia Scarpati Fanetti, Andrea Soffiantini, con la partecipazione di Corrado D’Elia. La traduzione è di Valerio Magrelli; scene di Margherita Palli, costumi di Giovanna Buzzi, luci di Fabrizio Ballini, musiche di Michele Tadini, cura del movimento di Isa Traversi.
Biglietti e informazioni su www.teatridisiena.it.
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