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Le autorità sanitarie e l'Oms indagano su un misterioso focolaio nel nord del Paese: 35 persone colpite da sintomi gravi e sanguinamenti. Escluse le principali febbri emorragiche, si testano dengue e leptospirosi.
Le autorità sanitarie e l'Oms indagano su un misterioso focolaio nel nord del Paese: 35 persone colpite da sintomi gravi e sanguinamenti. Escluse le principali febbri emorragiche, si testano dengue e leptospirosi.
Le autorità sanitarie del Burundi, supportate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'alleanza Gavi, hanno avviato indagini urgenti per identificare l'origine di una patologia misteriosa che ha già causato cinque decessi e 35 contagi nel distretto settentrionale di Mpanda.
Il focolaio, localizzato nei pressi del confine con la Repubblica Democratica del Congo, ha mostrato i primi segnali lo scorso 30 marzo, colpendo inizialmente i membri di un unico nucleo familiare e i loro contatti più stretti.
Sebbene la trasmissione sembri al momento circoscritta, la gravità del quadro clinico ha attivato i massimi protocolli di sicurezza internazionale, portando all'invio di un team congiunto di esperti delle Nazioni Unite direttamente sul campo.
I pazienti colpiti presentano una sintomatologia complessa che include febbre alta, vomito, diarrea, anemia e presenza di sangue nelle urine, con casi gravi caratterizzati anche da segni di ittero.
Nonostante la preoccupazione iniziale, i primi test di laboratorio hanno dato esito negativo per i virus più temuti come Ebola, Marburg, febbre gialla e febbre emorragica di Crimea-Congo.
Attualmente, i medici stanno verificando le ipotesi legate alla dengue o alla leptospirosi, cercando di capire se si tratti di una mutazione di agenti patogeni già noti o di una nuova minaccia biologica.
La situazione è monitorata con estrema attenzione anche alla luce dei precedenti del 2023 e della persistente epidemia di colera che continua a colpire duramente il Paese in questo 2026.
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