Roma: omicidio stradale sul Gra, condanna a 11 anni e mezzo per il pirata che uccise due turiste belghe

Il Tribunale di Roma infligge una delle pene più pesanti dall'entrata in vigore della legge del 2016. L'imputato, sotto l'effetto di stupefacenti e senza patente, travolse le due ventenni e fuggì nelle campagne.

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Martedì 14 Aprile 2026
Roma - 14 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Il Tribunale di Roma infligge una delle pene più pesanti dall'entrata in vigore della legge del 2016. L'imputato, sotto l'effetto di stupefacenti e senza patente, travolse le due ventenni e fuggì nelle campagne.

Si chiude con una condanna a 11 anni e mezzo di reclusione il processo di primo grado contro Francesco Moretti, il conducente che l'8 ottobre 2022 travolse e uccise le studentesse belghe Wibe Bijls e Jessy Dewildeman sulla diramazione per L'Aquila del Grande Raccordo Anulare.

Le due giovani, in vacanza in Italia da appena una settimana, erano scese dalla propria auto per prestare soccorso a un automobilista coinvolto in un precedente tamponamento quando furono falciate dalla vettura di Moretti.

L’uomo, che guidava con la patente sospesa e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, dopo l’impatto abbandonò il mezzo dileguandosi nel buio tra le campagne circostanti.

La sentenza emessa dai giudici capitolini ha accolto l'accusa di duplice omicidio stradale aggravato dalla fuga, disponendo inoltre per l'imputato tre anni di libertà vigilata a pena espiata.

I familiari delle vittime, presenti in aula, hanno accolto la decisione con profonda commozione, sottolineando l'importanza della giustizia ricevuta: "Crediamo che sia una sentenza corretta e giusta. È molto importante che sia stato affermato che non c'è il concorso di colpa di Wibe e Jessy".

Il legale delle famiglie e presidente dell'associazione Vittime incidenti stradali Onlus, l'avvocato Domenico Musicco, ha definito il verdetto "una condanna storica, una delle più pesanti dall'entrata in vigore della legge sull'omicidio stradale".

L'avvocato Musicco ha poi evidenziato l'atteggiamento processuale di Moretti, rimarcando come non vi sia stato alcun segnale di ravvedimento nel corso degli anni: "Con la sentenza è stata riconosciuta la colpa piena dell'investitore. Non c'è stato pentimento: a distanza di anni non ha mostrato di essersi pentito e di voler chiedere scusa alle famiglie, fino all'ultimo ha tentato di sfuggire alle sue responsabilità negando addirittura di aver investito le ragazze o comunque dando la colpa ad altri, ad altre vetture che non c'erano di fatto".

La sentenza pone fine a un lungo iter giudiziario per una tragedia che aveva scosso l'opinione pubblica, aggravata dal fatto che una delle due ragazze era in stato di gravidanza al momento del tragico impatto.


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