Giallo di Pietracatella (Cb): indagini sull'avvelenamento da ricina, si cerca fuori dalla famiglia

Il padre risulta negativo alla sostanza tossica. Gli inquirenti allargano il raggio delle verifiche oltre l'ambito domestico, mentre si attende l'esame dei vetrini autoptici a Bari.

(Prima Notizia 24)
Martedì 14 Aprile 2026
Campobasso - 14 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Il padre risulta negativo alla sostanza tossica. Gli inquirenti allargano il raggio delle verifiche oltre l'ambito domestico, mentre si attende l'esame dei vetrini autoptici a Bari.

Le indagini sulla tragica morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvenuta a fine dicembre presso l'ospedale Cardarelli di Campobasso, segnano un punto di svolta.

Il fascicolo per duplice omicidio, coordinato dalla Procura di Larino e attualmente a carico di ignoti, si sta allargando oltre i confini della cerchia familiare.

Secondo le ultime indiscrezioni investigative, la Squadra Mobile sta battendo piste alternative per ricostruire le ultime ore delle due vittime e individuare chi possa aver somministrato la ricina, la sostanza altamente tossica individuata nei campioni biologici delle donne dopo l'alert del Centro antiveleni di Pavia.

Al momento, nonostante i numerosi interrogatori e le verifiche sul territorio di Pietracatella, non risultano iscrizioni nel registro degli indagati.

Un elemento chiave emerge dagli accertamenti su Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, il quale sarebbe risultato negativo alla ricina. L'uomo, che all'epoca dei fatti era stato ricoverato allo Spallanzani di Roma, non era stato inizialmente testato per il veleno poiché l'ipotesi tossicologica non era ancora emersa. Le analisi successive sul suo sangue avrebbero escluso la presenza della sostanza nel suo organismo, un dettaglio che sposta l'attenzione degli inquirenti su soggetti esterni, pur mantenendo il massimo riserbo.

L'avvocato di Di Vita, Vittorino Facciolla, ha preferito non confermare ufficialmente la circostanza, sottolineando come la difesa resti in attesa di atti formali.

Il prossimo passaggio cruciale è fissato per il 29 aprile a Bari, dove si terrà l'esame dei vetrini relativi alle autopsie eseguite il 31 dicembre. Si tratta di accertamenti tecnici non ripetibili disposti dal medico legale Benedetta Pia De Luca, ai quali parteciperanno i consulenti di tutte le parti interessate, inclusi i cinque medici inizialmente iscritti nel registro per omicidio colposo.

Questa analisi istologica, incrociata con gli esiti definitivi dei test tossicologici attesi a breve, sarà determinante per far luce sul "giallo di Pietracatella" e stabilire se si sia trattato di un gesto premeditato o di una contaminazione accidentale dalle conseguenze devastanti.


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