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L'agenzia ONU avverte: il blocco del passaggio marittimo minaccia la distribuzione di carburanti e fertilizzanti necessari per i raccolti. Senza una ripresa immediata, il mondo rischia uno shock dei prezzi superiore a quello post-pandemia.
L'agenzia ONU avverte: il blocco del passaggio marittimo minaccia la distribuzione di carburanti e fertilizzanti necessari per i raccolti. Senza una ripresa immediata, il mondo rischia uno shock dei prezzi superiore a quello post-pandemia.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha lanciato un monito drammatico riguardo allo stallo nello Stretto di Hormuz: le navi cariche di prodotti agricoli e input produttivi devono tornare a transitare immediatamente per evitare una “catastrofe alimentare globale”.
Secondo l’analisi dell’agenzia, una quota compresa tra il 20% e il 45% delle esportazioni globali di componenti essenziali come fertilizzanti, pesticidi e carburanti agricoli dipende da questo snodo.
Se il blocco dovesse persistere, l'impossibilità per gli agricoltori di accedere a queste risorse porterebbe inevitabilmente a “rese inferiori entro la fine di quest’anno e anche nel 2027”, innescando una spirale inflattiva sui prezzi al dettaglio che colpirebbe duramente i consumatori di tutto il mondo.
Maximo Torero, economista capo della FAO, ha evidenziato l'urgenza della situazione spiegando che “il tempo stringe, e i calendari delle colture mettono i Paesi più poveri a maggior rischio di scarsità e prezzi elevati di fertilizzanti ed energia”.
Il timore principale è che la riduzione dei raccolti possa costringere i governi a manovre economiche drastiche per contenere i costi interni, provocando un aumento dei tassi di interesse e un conseguente rallentamento della crescita globale. “L’ultima cosa che vogliamo è una riduzione dei raccolti, un aumento dei prezzi delle materie prime e un’inflazione alimentare per il prossimo anno”, ha ribadito Torero, sottolineando come l’attuale crisi rischi di replicare e aggravare gli effetti destabilizzanti già visti durante la pandemia di Covid.
Per arginare l'emergenza, la FAO propone l'attivazione immediata di strumenti di finanziamento internazionali. Torero suggerisce di utilizzare i meccanismi di bilancia dei pagamenti del Fondo Monetario Internazionale e la cosiddetta “Finestra per gli shock alimentari”, evoluzione del sistema di finanziamento per le importazioni proposto nel 2022.
L'obiettivo è consentire ai Paesi più vulnerabili, le cui semine sono già iniziate, di ottenere rapidamente i fertilizzanti necessari senza innescare una competizione distorta sui sussidi, prevenendo così un tracollo della produzione che avrebbe ripercussioni umanitarie ed economiche di portata storica.
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