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Il bilancio più tragico in Iran e Libano. Catherine Russell: "Sistemi di sicurezza sotto attacco, serve un intervento urgente". Oltre 1,2 milioni di piccoli sfollati e aiuti umanitari a rischio per il blocco delle rotte marittime.
Il bilancio più tragico in Iran e Libano. Catherine Russell: "Sistemi di sicurezza sotto attacco, serve un intervento urgente". Oltre 1,2 milioni di piccoli sfollati e aiuti umanitari a rischio per il blocco delle rotte marittime.
A poco più di un mese dall'inizio dell'escalation militare in Medio Oriente, l'Unicef lancia un grido d'allarme per l'impatto devastante del conflitto sull'infanzia.
Secondo i dati diffusi dall'organizzazione, sono oltre 340 i bambini rimasti uccisi e migliaia quelli feriti in tutta la regione. Le cifre più drammatiche arrivano dall'Iran, con 216 vittime, e dal Libano, dove si contano 124 piccoli morti.
L'episodio più cruento si è registrato nel primo giorno di ostilità, quando un attacco missilistico contro la scuola Shajareh Tayyebeh, in Iran, ha causato la morte di 168 tra bambine e bambini.
“I bambini della regione sono esposti a violenze terribili, proprio mentre i sistemi e i servizi destinati a garantire la loro sicurezza sono sotto attacco”, ha denunciato Catherine Russell, Direttrice generale dell’Unicef, invocando la protezione immediata dei civili e il rispetto dei diritti dei minori.
Il conflitto sta distruggendo le infrastrutture vitali, dalle scuole agli ospedali fino ai sistemi idrici, provocando lo sfollamento di oltre 1,2 milioni di bambini. L'esposizione prolungata a traumi e instabilità minaccia gravemente la salute mentale e lo sviluppo emotivo delle nuove generazioni.
Oltre alle violenze dirette, le ostilità stanno paralizzando le catene di approvvigionamento globali: l'Unicef stima ritardi fino a sei mesi nella consegna di aiuti essenziali, aggravati dall'impennata dei prezzi del petrolio e dall'allungamento delle rotte marittime.
In risposta, l'agenzia sta attivando corridoi aerei e terrestri alternativi e negoziando con i vettori per dare priorità ai carichi umanitari, garantendo vaccini e kit d'emergenza alle popolazioni colpite. Gli sforzi sul campo si concentrano sul ripristino dei servizi di base. In Iran, l'Unicef sta allestendo unità sanitarie mobili e tende per l'assistenza di base per circa 226.000 persone.
In Libano, la risposta di emergenza ha raggiunto oltre 480.000 sfollati in 290 rifugi, garantendo vaccinazioni e cure pediatriche, oltre alla riparazione di 20 sistemi idrici che servono 1,2 milioni di persone.
Nonostante l'impegno umanitario, l'organizzazione ribadisce che solo una cessazione immediata delle ostilità può fermare la strage: “È necessario un intervento urgente di tutte le parti in conflitto per proteggere la vita dei civili e difendere i diritti dei bambini”, conclude la nota, richiamando tutte le parti all'obbligo di tutelare i minori secondo il diritto internazionale.
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