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L'assessore Nicolò: "La diagnosi precoce non è un costo ma un investimento". Dopo il successo delle visite femminili, ad aprile partono gli screening urologici gratuiti.
L'assessore Nicolò: "La diagnosi precoce non è un costo ma un investimento". Dopo il successo delle visite femminili, ad aprile partono gli screening urologici gratuiti.
La Liguria trasforma la prevenzione sanitaria in un modello ad accesso libero e gratuito, puntando sulla diagnosi precoce come pilastro per la salute pubblica del futuro. Dopo il debutto di “Donna in Salute – Open Week-end 2026”, che sta registrando una massiccia affluenza con oltre cento pazienti in coda al Policlinico San Martino di Genova per le visite senologiche, la Regione estende l'iniziativa anche alla popolazione maschile. Il nuovo progetto “Uomo in Salute – Open Week-end 2026” è stato presentato oggi con l’obiettivo di sensibilizzare sulla prevenzione urologica, offrendo visite gratuite e senza prenotazione. Massimo Nicolò, assessore alla Sanità della Regione Liguria, ha espresso la ferma intenzione di istituzionalizzare questi appuntamenti con cadenza mensile, sottolineando che intercettare precocemente una patologia oncologica garantisce non solo maggiori tassi di sopravvivenza, ma anche un significativo risparmio per il sistema sanitario rispetto ai costi di una malattia individuata tardivamente.
Il programma di marzo dedicato alle donne, dopo il San Martino, si sposterà la prossima settimana all'ospedale Villa Scassi per poi concludersi al Galliera nell'ultimo weekend del mese, coinvolgendo i tre poli recentemente confluiti nell’Azienda Ospedaliera Metropolitana. Secondo la direttrice generale Monica Calamai, l'ospedale deve aprirsi al territorio intercettando esigenze di salute spesso sommerse che si risvegliano proprio grazie a queste iniziative spontanee. Ad aprile il focus si sposterà sulla salute dell'uomo, con appuntamenti al San Martino, al Villa Scassi e a Voltri. Le prime visite saranno totalmente gratuite e, qualora emergessero criticità, i pazienti verranno immediatamente presi in carico dagli specialisti per gli approfondimenti necessari, entrando nei normali percorsi di cura del servizio sanitario regionale.
L'urgenza di questi screening è confermata dai dati epidemiologici regionali: in Liguria si registrano circa 1.000 nuovi casi di tumore della prostata ogni anno, con oltre 12.000 persone che convivono con una diagnosi pregressa. Sebbene la prognosi sia favorevole nel 90% dei casi a cinque anni, la gestione della cronicità richiede percorsi di follow-up rigorosi. Parallelamente, l’iniziativa mira a monitorare il tumore del testicolo, che colpisce circa 50 persone all’anno in Liguria, soprattutto nelle fasce più giovani. Anche per questa neoplasia le probabilità di guarigione definitiva superano il 90%, a patto di intervenire tempestivamente. Con questo nuovo modello, la sanità ligure punta a trasformare gli ospedali in luoghi di educazione agli stili di vita e di prevenzione attiva, abbattendo le barriere burocratiche per i cittadini.
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