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L'iniziativa è stata annunciata nel corso delle votazioni per il rinnovo della dirigenza regionale del settore scuola che ha visto la riconferma di Saverio Pantuso. Presente anche il padre dello studente deceduto. Il ministro Valditara intervenuto da remoto
L'iniziativa è stata annunciata nel corso delle votazioni per il rinnovo della dirigenza regionale del settore scuola che ha visto la riconferma di Saverio Pantuso. Presente anche il padre dello studente deceduto. Il ministro Valditara intervenuto da remoto
Una borsa di studio e una targa commemorativa per ricordare Riccardo Minghetti, studente del Liceo “Stanislao Cannizzaro” prematuramente scomparso nella tragedia di Crans-Montana.
Questa l’iniziativa promossa dalla Uil Scuola Lazio in occasione del Congresso regionale, svoltosi oggi presso l’ITIS “Galilei”.
Ha portato il suo messaggio, in collegamento da remoto, anche il Ministro della pubblica istruzione Giuseppe Valditara.
Nel corso dei lavori, presieduti dal Segretario reggente UIL Lazio Emanuele Ronzoni, Saverio Pantuso è stato rieletto Segretario regionale.
Sono intervenuti, tra gli altri, Alessandro Calvi, Assessore all’istruzione regione Lazio; Anna Paola Sabatini, Direttore generale dell’USR Lazio; Claudia Pratelli, Assessore alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale; Massimo Minghetti, padre di Riccardo; Francesco Moretti, direttore del Fondo Espero; Giuseppina Puglisi, del Coordinamento Pari Opportunità UIL Scuola Lazio; Roberta Vannini, Segretaria regionale UIL Scuola Campania; Alessandro Tatarella, Segretario regionale FLC CGIL Lazio; Mario Rusconi, Presidente ANP Lazio.
Tra i temi affrontati, il diritto allo studio e la valorizzazione del personale scolastico.
In questo contesto, D’Aprile ha espresso perplessità sui percorsi formativi sull’empatia per i docenti annunciati dal Ministro Valditara.
”Valorizzare il personale non significa attribuire nuove ‘competenze emotive’ come se mancassero, ma riconoscere e sostenere ciò che già costituisce parte integrante della professione docente”.
“Dire a un insegnante che deve imparare l’empatia è come dirgli che deve imparare a insegnare: è una semplificazione che non coglie la complessità del lavoro docente” - ha sottolineato D’Aprile.
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