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I Duchi di Sussex tornano in Oceania tra volontariato e impegni privati. Mentre Melbourne li accoglie con entusiasmo, esplode la polemica sui biglietti d'oro per i loro interventi e sulla sicurezza a carico dei contribuenti australiani.
I Duchi di Sussex tornano in Oceania tra volontariato e impegni privati. Mentre Melbourne li accoglie con entusiasmo, esplode la polemica sui biglietti d'oro per i loro interventi e sulla sicurezza a carico dei contribuenti australiani.
Il principe Harry e Meghan Markle sono sbarcati in Australia per una visita di quattro giorni che i media hanno subito ribattezzato "quasi reale".
Nonostante l'addio ai doveri di corte nel 2020, la coppia continua a esercitare un richiamo mediatico paragonabile a quello dei membri attivi della famiglia Windsor.
La prima tappa a Melbourne ha visto i Duchi impegnati al Royal Children's Hospital, dove tra abbracci e selfie hanno visitato i piccoli pazienti della struttura.
Una scelta, quella pediatrica, che si pone in perfetta continuità con la tradizione della Corona: lo stesso ospedale fu infatti inaugurato dalla Regina Elisabetta e visitato nel 1985 da Carlo e Diana.
"La loro visita ha per noi un enorme significato", ha confermato Christina Parkes, ricercatrice dell'ateneo locale, sottolineando l'impatto emotivo della loro presenza.
Tuttavia, il tour non è privo di zone d'ombra. Se da un lato Harry promuove gli Invictus Games a Canberra e Sydney, dedicandosi ai reduci e ai militari mutilati, dall'altro la componente commerciale del viaggio ha sollevato aspre critiche.
Nel Regno Unito e in Australia si discute dell'opportunità di legare il no-profit al business privato: i biglietti per ascoltare Harry parlare di salute mentale a Melbourne costano infatti 997 dollari australiani, mentre per partecipare a una sessione di yoga e pratiche olistiche con Meghan a Sydney la cifra sale a 2.700 dollari.
Parallelamente, l'opinione pubblica australiana si interroga sull'utilizzo di fondi pubblici per garantire la massiccia presenza delle forze di polizia durante i loro spostamenti, nonostante il viaggio sia stato finanziato privatamente dai Duchi.
Sullo sfondo rimangono le complesse dinamiche interne alla famiglia reale britannica. Mentre i Windsor affrontano una crisi di popolarità legata allo scandalo dell'ex principe Andrea, il rapporto tra Harry e il padre Carlo III appare ancora segnato da una riconciliazione incompleta, nonostante i miglioramenti nelle condizioni di salute del Sovrano.
La frattura più profonda resta però quella con il principe William: secondo fonti vicine alla testate britanniche, l'erede al trono non avrebbe mostrato alcuna apertura verso il fratello, mentre il Re lo avrebbe esortato a concentrarsi sulla futura protezione del ruolo della regina Camilla.
Un equilibrio precario che rende questo tour australiano un test cruciale per il futuro "brand" dei Sussex a livello globale.
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