Medio Oriente: Washington ospita i colloqui tra Israele e Libano. Trump: "Con l'Iran parleremo entro due giorni". Centcom: bloccate 6 navi a Hormuz

Il presidente degli Stati Uniti boccia la proposta di Teheran sull'uranio.

(Prima Notizia 24)
Martedì 14 Aprile 2026
Roma - 14 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Il presidente degli Stati Uniti boccia la proposta di Teheran sull'uranio.

Al Dipartimento di Stato americano è scattata l’ora della diplomazia diretta.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha inaugurato l’incontro tra Israele e Libano dichiarando: “Siamo molto onorati di essere affiancati da due Paesi con cui gli Stati Uniti vogliono mantenere relazioni forti. Siamo ovviamente molto lieti di svolgere questo ruolo di facilitazione in quella che rappresenta un’opportunità storica. Comprendiamo che stiamo lavorando su decenni di storia e complessità che ci hanno condotto a questo momento unico”.

Rubio ha subito chiarito che la strategia americana punta oltre il cessate il fuoco: “So che molti di voi pongono domande su una tregua, ma qui si tratta di molto più di questo. L’obiettivo è porre fine in modo permanente a decenni di influenza di Hezbollah e alla sua capacità di destabilizzare la regione. Il popolo libanese è vittima dell’aggressione iraniana e questo deve cessare”.

Il capo della diplomazia americana ha sottolineato la natura graduale del negoziato: “Sappiamo che questo sarà un processo. Tutte le complessità non saranno risolte nelle prossime ore, ma possiamo iniziare a costruire un quadro che consenta progressi concreti, positivi e duraturi. È un processo, non un evento. Richiederà tempo, ma crediamo che ne valga la pena”.

L’obiettivo è “permettere al popolo israeliano di vivere senza la minaccia di attacchi missilistici e al popolo libanese non solo di vivere in pace, ma anche con sicurezza e prosperità. Oggi possiamo iniziare a definire le basi per una pace permanente e duratura”.

Al tavolo siedono l'ambasciatore israeliano Yechiel Leiter, l'ambasciatrice libanese Nada Hamadeh Moawad, i mediatori Michael Needham (consigliere del Dipartimento), Mike Waltz (ambasciatore ONU) e Michel Issa (ambasciatore in Libano).

Sono i primi colloqui diretti dal 1993, in un contesto di violenti scontri che hanno causato 2.089 morti (tra cui 252 donne, 166 bambini e 88 operatori sanitari), 6.762 feriti e un milione di sfollati. Il presidente libanese Joseph Aoun ha chiesto la tregua come prerequisito, mentre il ministro israeliano Gideon Saar esige il disarmo di Hezbollah.

Il movimento guidato da Naim Kassem ha avvertito: "Non rispetteremo gli accordi presi tra Libano e Israele".

Sul fronte iraniano, Donald Trump ha annunciato al New York Post che i colloqui tra Stati Uniti e Iran potrebbero riprendere "nei prossimi due giorni", ma ha precisato: "Abbiamo in mente un altro luogo" per il prossimo incontro, escludendo il Pakistan. Trump ha già bocciato la proposta di Teheran di uno stop di 5 anni all'arricchimento dell'uranio (gli USA ne chiedono 20), nonostante l'offerta iraniana di diluire il materiale fissile.

Il vicepresidente JD Vance ha parlato di "conversazioni positive" a Islamabad, ma ha avvertito che "la palla è davvero nel loro campo". Trump ha comunque rivelato: "Teheran ci ha chiamato, vogliono un accordo".

La pressione militare è totale: il Comando centrale USA ha confermato che sei navi mercantili hanno invertito la rotta tornando ai porti iraniani dopo essersi imbattute nel blocco navale americano a Hormuz, attuato da 12 navi e 10.000 militari "nei confronti di navi di tutte le nazioni". Una petroliera cinese è comunque riuscita a transitare entrando nel Golfo dell'Oman, evento documentato da video.

La Cina ha definito il blocco "pericoloso e irresponsabile", promettendo contromisure ai dazi minacciati da Trump.

Xi Jinping ha presentato al principe emiratino Bin Zayed un piano in 4 punti (coesistenza, sovranità, diritto internazionale, coordinamento sviluppo-sicurezza).

L'Iran valuterebbe una "pausa" nelle spedizioni per non far fallire i negoziati, mentre Kepler riporta che Teheran starebbe fissando una tassa di un dollaro al barile sui carichi liquidi da pagare in criptovalute, con l'isola di Lark come centro di controllo.

In questo scenario, Benjamin Netanyahu ha paragonato i siti nucleari iraniani (Natanz, Fordow, Isfahan e Parchin) ai campi di sterminio: "se non fossimo intervenuti in Iran, i nomi... sarebbero probabilmente stati ricordati con eterno terrore, esattamente come Auschwitz, Treblinka, Majdanek e Sobibor".

Sul piano dei diritti umani, Teheran ha condannato a morte altre quattro persone (tra cui una donna) per le proteste di gennaio (giudice Imam Afshari). A livello internazionale, la Ong Shurat HaDin ha denunciato il premier spagnolo Sánchez all'Aja per favoreggiamento di crimini di guerra per il trasferimento di componenti a duplice uso da 1,3 milioni di euro.

In Europa, Von der Leyen vara il piano sull'energia ma non sospende il Patto di stabilità, mentre FMI, Banca Mondiale e IEA lanciano l'allarme sul rialzo dei prezzi di petrolio e fertilizzanti. Piazza Affari ha chiuso a +1,36% (48.175 punti), spinta da Stellantis (+3,48%), Unicredit (+3,2%), Moncler (+3,21%), Ferrari (+2,07%) e Banca Profilo (+15,44%). In calo Eni (-2,19%) col greggio sotto i 100 dollari, Tenaris (-1,87%) e Leonardo (-0,47%).

Venerdì a Parigi si terrà la conferenza dei "Paesi non belligeranti" per una missione su Hormuz.


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