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Gli inquirenti ipotizzano l'omicidio volontario e analizzano i pasti di Natale. La tossina letale individuata nel sangue delle vittime.
Gli inquirenti ipotizzano l'omicidio volontario e analizzano i pasti di Natale. La tossina letale individuata nel sangue delle vittime.
Le indagini sulla tragica morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvenuta tra il 27 e il 28 dicembre a Pietracatella, registrano un importante cambiamento sul fronte legale. L’avvocato Arturo Messere ha comunicato ufficialmente la rinuncia all'incarico di difensore di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, per motivi contingenti non specificati.
Nelle prossime ore la difesa sarà assunta dall’avvocato Vittorino Facciolla, noto penalista molisano, consigliere regionale ed ex segretario del PD, partito in cui lo stesso Di Vita ha ricoperto in passato il ruolo di tesoriere.
Il capo famiglia, commercialista ed ex sindaco del paese, era rimasto a sua volta coinvolto nell'avvelenamento, ristabilendosi solo dopo una lunga terapia presso l'Istituto Spallanzani.
Sul fronte investigativo, gli inquirenti della Procura di Larino, coordinati dalla procuratrice Elvira Antonelli, lavorano sull'ipotesi di omicidio volontario mediante avvelenamento da ricina, una sostanza a elevatissima letalità individuata nel sangue delle vittime e nei capelli della donna dai test del Centro antiveleni Maugeri di Pavia.
L'attenzione degli investigatori è focalizzata sulla ricostruzione meticolosa dei pasti consumati nei giorni precedenti il decesso. In particolare, si scava su quanto accaduto il 23 dicembre, quando in casa erano presenti solo Gianni, Antonella e Sara (la figlia maggiore Alice era fuori con amici), e il 24 dicembre, quando per la Vigilia l'abitazione ha ospitato circa quindici persone.
In Questura a Campobasso proseguono senza sosta gli interrogatori di parenti e conoscenti sentiti come persone informate sui fatti. Mercoledì scorso sono stati ascoltati per oltre dieci ore Gianni Di Vita e la figlia Alice, seguiti da una cugina che attualmente li ospita.
Le audizioni, continuate per tutta la giornata di ieri e ancora in corso oggi, mirano a chiarire i numerosi punti oscuri di una vicenda che attende ancora riscontri tecnici definitivi.
A tal proposito, è stato smentito il sopralluogo nell'abitazione di Pietracatella inizialmente previsto per oggi: l'ispezione della casa, tuttora sotto sequestro, avverrà nei prossimi giorni con l'ausilio della polizia scientifica per individuare eventuali tracce biologiche o residui della tossina ricavata dalla pianta del ricino.
La procuratrice Antonelli ha confermato la "non negatività" alla sostanza emersa dalle analisi, ribadendo che le verifiche sono tuttora in pieno svolgimento.
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