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Un bimbo di 4 anni fu operato tre volte per un finto tumore: era un'infezione trattabile con farmaci. Ora è invalido totale.
Un bimbo di 4 anni fu operato tre volte per un finto tumore: era un'infezione trattabile con farmaci. Ora è invalido totale.
Una diagnosi superficiale che ha stroncato il futuro di un bambino. L'azienda ospedaliera universitaria Meyer di Firenze è stata condannata a pagare oltre 3,7 milioni di euro a causa di un gravissimo errore medico risalente al 2010. Un piccolo paziente di 4 anni fu sottoposto a tre interventi al cervello per asportare un tumore che le perizie hanno confermato non essere mai esistito: si trattava invece di una encefalite erpetica, curabile con semplici farmaci.
L'errore: chirurgia al posto dei farmaci
Secondo la ricostruzione accolta dal Tribunale civile, i medici scambiarono i segnali di un'infezione cerebrale per una massa neoplastica. Senza i necessari approfondimenti diagnostici, il bambino fu portato in sala operatoria per ben tre volte, subendo persino una lobectomia temporale. I periti della Corte hanno stabilito che l'approccio chirurgico fu del tutto errato e che sarebbe bastata una terapia farmacologica mirata per evitare il dramma.
Il dramma: tetraplegia e risarcimento record
Le lesioni causate dai ferri hanno lasciato il giovane, oggi adolescente, in condizioni gravissime: è tetraplegico, totalmente invalido e incapace di reagire agli stimoli esterni. La sentenza ha assegnato 2,3 milioni al ragazzo e quote significative ai parenti (500mila euro ai genitori e 270mila al fratello) per il danno riflesso subito. Il pagamento, ordinato dal giudice lo scorso ottobre, è stato finalizzato dalla tesoreria ospedaliera proprio in questi giorni, chiudendo una battaglia legale durata anni.
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