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Indagini su una rete di appoggio. Sventato un possibile terzo omicidio.
Indagini su una rete di appoggio. Sventato un possibile terzo omicidio.
Un piano di fuga meticoloso e il sospetto di una rete di fiancheggiatori. Emergenza e colpi di scena nell'aula bunker di Firenze per il processo a carico di Vasile Frumuzache, l'ex guardia giurata di 33 anni accusata dei femminicidi di Ana Maria Andrei e Maria Denisa Paun, le due escort uccise tra il 2024 e il 2025.
I pm Luca Tescaroli e Leonardo De Gaudio hanno depositato oggi la relazione sul tentativo di evasione sventato nel carcere di Sollicciano. Frumuzache aveva approntato un vero e proprio kit di fuga: una scala assemblata con manici di scopa e lenzuola rinforzate da inserti in ferro e un arpione metallico per superare il muro di cinta.
L’attenzione degli inquirenti è però catalizzata da un appunto sequestrato all’imputato: una lista contenente nomi, indirizzi e numeri di telefono.
Il documento ha aperto un nuovo fronte investigativo: si indaga sulla possibile esistenza di complici che potrebbero aver supportato l'uomo non solo nel piano di fuga, ma anche nella gestione dei suoi spostamenti durante la commissione dei delitti.
L'analisi forense dei dispositivi elettronici ha rivelato un dettaglio inquietante: nel maggio 2025, Frumuzache era in contatto con una terza donna, anch’essa sex worker, con la quale aveva scambiato messaggi e foto.
Per la Procura, il sospetto è che l'imputato stesse selezionando la sua prossima vittima prima dell'arresto. Il vigilante, collegato in videoconferenza, ha assistito al deposito degli atti d'indagine e dell'elenco testimoni.
Il confronto diretto con l'aula è rimandato al 5 marzo, data fissata per l'interrogatorio chiesto dal difensore Diego Capano, durante il quale Frumuzache dovrà rispondere delle prove accumulate a suo carico e dei dettagli sulla tentata evasione.
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