Vannacci rivendica il seggio: "Resto a Strasburgo, il consenso è personale"

Controffensiva dell'eurodeputato: "Perché chiedete le dimissioni solo a me e non agli altri fuoriusciti?".

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Giovedì 05 Febbraio 2026
Roma - 05 feb 2026 (Prima Notizia 24)

Controffensiva dell'eurodeputato: "Perché chiedete le dimissioni solo a me e non agli altri fuoriusciti?".

Roberto Vannacci blinda il suo scranno al Parlamento Europeo e respinge al mittente le pressioni per le dimissioni arrivate dopo il divorzio dalla Lega.

Con un post al vetriolo sui social, l'ex generale rivendica la paternità del consenso ottenuto alle urne: "I voti sono miei!", ha scritto, troncando ogni ipotesi di rinuncia al mandato.

L'eurodeputato non si limita alla difesa, ma passa all'attacco citando i nomi di chi, prima di lui, ha lasciato il partito di via Bellerio senza essere destinatario di analoghe richieste di dimissioni. Vannacci punta il dito contro i parlamentari Minardo, Bellomo, Pierro e Bergamini, transitati verso altre formazioni negli ultimi 12 mesi. "Chissà perché questa zelante richiesta nei miei confronti non è stata fatta a loro?", incalza il generale, definendo la sua posizione una scelta di "valori, principi e coerenza".

L'uscita ufficiale dalla Lega, avvenuta martedì scorso, apre ora una nuova fase per Vannacci a Bruxelles. Senza il vincolo del partito, il deputato sembra intenzionato a muoversi come "battitore libero", forte di un bacino di preferenze che considera strettamente personale e non cedibile.


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