Caccia, rivolta delle associazioni: "Meloni fermi la riforma, è uno scandalo"

Cinquantotto sigle scrivono alla premier contro il disegno di legge che "stravolge la tutela della biodiversità". Denunciati emendamenti dell'ultimo minuto a favore delle lobby e l'inserimento della caccia in spiaggia.

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Venerdì 03 Aprile 2026
Roma - 03 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Cinquantotto sigle scrivono alla premier contro il disegno di legge che "stravolge la tutela della biodiversità". Denunciati emendamenti dell'ultimo minuto a favore delle lobby e l'inserimento della caccia in spiaggia.

Cinquantotto sigle tra associazioni animaliste e ambientaliste hanno indirizzato una dura lettera aperta alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiedendo l'immediato blocco della riforma della caccia.

Nel mirino c'è il Ddl 1552, accusato di smantellare la storica legge 157/92. Nonostante i dati citati dalle associazioni parlino di “462 morti causati da fucili da caccia tra il 2007 e il 2025”, la denuncia è che “la maggioranza ha incredibilmente deciso di accelerare su un testo che rilancia la caccia in forme estreme”.

Secondo il cartello delle associazioni, il contenuto del provvedimento sarebbe gravissimo: si va dalla riduzione delle aree protette all'aumento delle specie cacciabili, fino alla possibilità di praticare l'attività venatoria sulle spiagge e per gli stranieri senza limiti.

“Al contenuto già grave del testo si aggiungono ulteriori emendamenti presentati in queste ore dai relatori”, spiegano le organizzazioni, sottolineando come queste modifiche mirino a “rafforzare ancor di più gli interessi delle grandi lobby agricole, trasformando la fauna, che è patrimonio di tutti, in oggetto di profitto”.

Un altro punto critico riguarda il tentativo di evitare il vaglio della Corte Costituzionale sul nuovo Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale.

La mobilitazione poggia anche su una forte risposta popolare. Le associazioni ricordano che “sono oltre 400mila le firme raccolte contro questo Ddl, più di 50mila invece quelle a favore della legge di iniziativa popolare che vuole abolire la caccia”.

Citando i sondaggi Ipsos, viene evidenziato come l'85% degli italiani sia contrario all'attività venatoria, rendendo la proposta “palesemente contraria al sentire comune”.

Il fronte ambientalista invoca infine il rispetto della Carta fondamentale: “Questo testo è un ulteriore attacco alla Costituzione e, in particolare, all’art. 9 che impegna la Repubblica a tutelare ambiente, biodiversità, ecosistemi e animali”.

La richiesta alla premier Meloni è dunque perentoria: intervenire per fermare “una proposta irricevibile, che aumenta i rischi per le persone e cancella la protezione della natura”, ribadendo che “ogni silenzio su questo scandaloso testo di legge rende complici i parlamentari”.


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