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Un'indagine di Skuola.net rivela che il 47% degli under 25 è favorevole ai limiti d'età, mentre Palazzo Chigi studia un provvedimento d'urgenza. Un giovane su dieci ammette: "Senza i social starei meglio".
Un'indagine di Skuola.net rivela che il 47% degli under 25 è favorevole ai limiti d'età, mentre Palazzo Chigi studia un provvedimento d'urgenza. Un giovane su dieci ammette: "Senza i social starei meglio".
Il tempo delle semplici raccomandazioni sull'uso delle tecnologie sembra ormai agli sgoccioli, lasciando spazio a una stagione di divieti e applicazioni rigorose.
Seguendo l'esempio dell'Australia, anche l'Italia si prepara a una stretta decisa che, dopo il bando degli smartphone a scuola fino alle superiori, punta ora direttamente alle piattaforme social e di video sharing.
Secondo una recente indagine condotta dal portale Skuola.net insieme agli esperti dell’Associazione Di.Te. (Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo) su un campione di 2.500 giovani under 25, non si registra la temuta ribellione di massa: ben il 47% degli intervistati si dice infatti favorevole al divieto di utilizzo dello smartphone fino a 14 anni e dei social fino a 16. Solo il 34% si dichiara nettamente contrario, mentre il 19% resta indeciso.
Il dato varia sensibilmente con l'età: se tra i giovanissimi direttamente coinvolti la quota dei favorevoli scende al 30%, tra gli ultra maggiorenni il fronte del "no" a ogni restrizione crolla drasticamente al 18%.
Parallelamente alla via proibizionista, cresce il consenso per soluzioni educative come il "patentino digitale", un percorso di formazione obbligatorio per certificare le competenze tecnologiche prima di ricevere un device connesso. Il 49% della GenZ approva questa proposta, con un picco del 66% tra i ragazzi più grandi, segno di una mancanza sentita di "istruzioni per l'uso" nel mare magnum del web.
Sul fronte istituzionale, Palazzo Chigi sembra intenzionato ad accelerare i tempi utilizzando lo strumento del decreto legge per rendere le norme immediatamente operative, scavalcando l'iter parlamentare ordinario. Il provvedimento allo studio punterebbe a introdurre lo stop ai social per i minori di 15 o 14 anni, garantendo il rispetto del limite tramite soluzioni tecniche basate sulle Sim intestate ai minori e l'uso del parental control.
I dati condivisi con Skuola.net dal commissario Agcom Massimiliano Capitanio confermano che a maggio 2025 erano già 1,2 milioni le Sim con navigazione limitata da filtri (di cui 780 mila su utenze intestate a maggiorenni e 500 mila su utenze di minori con blocco attivo di default).
L'urgenza normativa nasce anche da un profondo malessere generazionale emerso da un'ulteriore ricerca Skuola.net-Di.Te. di novembre 2025 su 950 adolescenti: circa 1 giovane su 7 avverte un senso di inadeguatezza costante confrontando la propria vita con i contenuti patinati online, e oltre 1 su 10 vive con l'ossessione del controllo di like e visualizzazioni.
Il dato più allarmante riguarda il 10,9% degli intervistati, che ammette apertamente che si sentirebbe meglio se i social sparissero domani, vivendo la dimensione digitale come una condanna sociale stressante.
Tuttavia, la sfida resta l'equilibrio: uno studio comparato di Reuters su nove Paesi (inclusa l'Italia) evidenzia come il 39% dei giovani tra i 18 e i 24 anni usi proprio i social come principale fonte d'informazione, contro il misero 4% della carta stampata.
In questo scenario, l'obiettivo del legislatore è proteggere i minori senza però isolarli dalla partecipazione alla vita democratica, che oggi passa inevitabilmente attraverso le piattaforme digitali.
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