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Per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana un sindaco calabrese diventa immagine di un calendario istituzionale delle forze di polizia. Anzi, in questo caso, molto di più.
Per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana un sindaco calabrese diventa immagine di un calendario istituzionale delle forze di polizia. Anzi, in questo caso, molto di più.
Parliamo infatti del calendario ufficiale della Direzione Investigativa Antimafia che è una delle strutture di assoluta eccellenza nella lotta alle Mafie e al sistema organizzato del crimine, e che dedica quest’anno il mese di ottobre al sindaco di Siderno Mariateresa Fragomeni.
Per la Calabria non può che essere motivo di grande orgoglio e di vanto collettivo, perché in realtà da troppi anni ormai si pensa ai sindaci come a dei collettori, magari anche indiretti e a volte inconsapevoli, degli affari più torbidi della Pubblica Amministrazione. Oggi invece scopriamo che per gli analisti della DIA – badate bene siamo ai massimi livelli di indagine- in Calabria c’è una donna sindaco che merita invece un riconoscimento così solenne e così iconico come può esserlo un calendario nato tra le mura della Direzione Investigativa Antimafia e che racconta Mariateresa Fragomeni come una icona della legalità italiana nel mondo.
Mariateresa Fragomeni – si legge nella motivazione ufficiale pubblicata sul calendario della DIA- “è la prima donna a essere eletta sindaca in un grande centro della Locride (Siderno) dopo un periodo di commissariamento. Si è impegnata pubblicamente per la ricostituzione della legalità e la trasparenza amministrativa dell’istituzione locale, finendo per ricevere minacce, atti intimidatori e insulti, anche via social media. Ha denunciato tali episodi e dichiarato che non si farà intimidire”.
Poco sopra questa motivazione il calendario riporta anche una delle frasi forse più ricorrenti del sindaco di Siderno “Non c’è gonna e non c’è pantalone a fare la differenza: è il ruolo istituzionale, la forza del principio di democrazia rappresentativa. Io sono il sindaco, stop.”
Il tema centrale di questo mese di ottobre a lei dedicato è “La voce della politica” tema che la DIA usa per ricordare “il valore dell’impegno politico come presidio di legalità e strumento di contrasto alle mafie”.
In questa cornice – stigmatizzano gli analisti della DIA- si inserisce il contributo fondamentale delle donne che, come il sindaco di Siderno Mariateresa Fragomeni, attraverso il loro ruolo nelle istituzioni locali e nazionali, “hanno scelto di difendere il bene comune e opporsi con fermezza alle infiltrazioni mafiose nella cosa pubblica. Spesso isolate, talvolta bersaglio di minacce e intimidazioni, queste donne hanno portato avanti la loro azione con integrità, opponendosi alla corruzione e rifiutando ogni compromesso”.
Per molte di loro, l’esempio offerto da rappresentanti delle Istituzioni, anche con l’estremo sacrificio, “ha rappresentato – aggiungono i vertici della DIA- una fonte di ispirazione, trasformatosi in impegno politico al servizio della collettività e in atti concreti a difesa della giustizia e della trasparenza. Il loro agire è anche simbolo di una nuova cultura politica che rifiuta l’ambiguità e promuove il diritto dei cittadini a istituzioni libere e pulite”.
Senza perifrasi il calendario 2026 della DIA parla dunque di “Donne coraggiose che, con coerenza e determinazione, hanno scelto di “fare politica” per cambiare, per proteggere la democrazia e per affermare il principio che l’interesse pubblico non può e non deve mai essere piegato alla logica del potere mafioso”.
Le donne, insomma, come presidio di legalità repubblicana.
Lucidissima l’analisi che viene fuori in occasione della presentazione del calendario, alla Camera dei Deputati, Palazzo San Macuto, dai concetti della Presidente della Commissione parlamentare antimafia On. Chiara Colosimo: “La storia della mafia racconta di donne dai molteplici volti, tutti complessi ma profondamente diversi tra loro. Ci sono donne che hanno scelto di difendere i clan, di custodirne i segreti, che portano ordini ed educano i figli alla fedeltà criminale e all’omertà. Donne diventate più feroci dei più feroci boss. Ci sono poi le altre donne. Quelle che operano nelle istituzioni, nelle scuole che con coraggio, impegno e dedizione affermano il valore della legalità. Sanno che la strada scelta comporta rinunce, impone sacrifici, espone a pericolo la loro vita e quella dei loro cari. Passano ore lontano dai figli, vivono il sacrificio non come una condanna, ma come scelta consapevole e rinnovano ogni giorno la loro fedeltà allo Stato. Ed il pensiero non può che andare al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, prima donna a ricoprire quel ruolo ma soprattutto l’unica a legare direttamente il suo percorso politico ad una scelta di campo fatta guardando le immagini della strage di Via d’Amelio. Accanto a loro ci sono donne che hanno vissuto da vicino l’arroganza del potere, che hanno conosciuto la forza della mafia e hanno scelto di abbandonare quel mondo che sembrava ineluttabile”.
Ecco perché il nostro calendario, scrive il Direttore della DIA Generale di Corpo d’Armata Michele Carbone- è dedicato quest’anno al volto – spesso silenzioso ma sempre determinato – delle donne che, con coraggio e resilienza, rompendo con il passato o sfidando la cultura mafiosa, hanno scelto la via della legalità, e proprio per questo le donne sono le protagoniste assolute di questa edizione”.
Troppo a lungo confinate in ruoli marginali nella narrazione pubblica o percepite soltanto come vittime, aggiunge l’alto ufficiale della DIA, “hanno invece saputo intrecciare – in Italia e nel mondo – la trama viva della legalità e della speranza. Madri coraggiose che hanno squarciato il velo dell’omertà, magistrate e giornaliste alla ricerca della verità, educatrici che seminano cultura e consapevolezza nelle nuove generazioni, donne impegnate nella politica, nelle forze di polizia e in ogni ambito della società civile: la loro è una storia di impegno quotidiano, di memoria custodita con tenacia e di un coraggio che sfida la paura”.
Il Direttore della DIA, Generale Michele Carbone, approfitta della manifestazione ufficiale di presentazione del calendario, per esaltare il ruolo delle donne sul fronte del coraggio e della legalità, lo fa in questa maniera: “Fin dalle origini, le donne hanno incarnato una forma di resistenza civile e morale capace di incrinare le fondamenta del potere mafioso. Le loro scelte, guidate da una passione incondizionata e da un’inalienabile sete di verità, hanno aperto crepe profonde nel muro dell’impunità, offrendo un esempio indelebile per le generazioni future e dimostrando che il vero coraggio nasce dall’amore per la giustizia e dalla difesa del bene comune. In questo impegno, profondamente radicato nella storia civile del nostro Paese, risuonano con particolare forza le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che – in occasione dell’ultima Giornata Internazionale della Donna – ha ricordato come “Il mondo sarà migliore con forte protagonismo della saggezza e dell’equilibrio delle donne”.
La Presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo parla di “Mogli, madri e figlie che hanno spezzato antichi legami, hanno rinunciato alle ricchezze e alle protezioni assicurate dall’appartenenza mafiosa, affidando allo Stato la propria vita. Hanno scelto di attraversare la solitudine, il giudizio e l’abbandono per riaffermare la propria dignità, per sottrarre i propri figli a un destino già scritto e restituire loro il valore più grande, la libertà di scegliere. Ed il pensiero corre subito ai volti segnati ma radiosi delle donne che hanno parlato in Commissione nella più totale segretezza di come sono rinate grazie al lungimirante progetto “Liberi di scegliere” che stiamo trasformando in legge dello Stato. Ci sono, infine, donne che hanno vissuto un immenso dolore, che hanno perso un loro caro per mano mafiosa e che hanno scelto di onorarne la memoria restando fedeli ai valori insegnati. Nel loro sguardo silenzioso, composto e dignitoso, si riflette la potenza discreta di chi soffre ma non arretra, di chi continua a difendere la legalità e a credere nella verità anche quando tutto sembra perduto. Sono donne che non hanno ceduto all’odio, non hanno cercato riflettori né parole di vendetta. Hanno scelto la via del rispetto, della fiducia nelle istituzioni: hanno portato avanti la loro ricerca di verità con tenacia e fermezza, hanno reso la loro perdita e la memoria del coraggio del loro congiunto, del suo impegno contro la mafia e della sua fedeltà allo Stato, fonte di luce per l’intera comunità”.
Il calendario è impreziosito dalle opere di un artista contemporaneo, Rosario Oliva, che, con straordinaria sensibilità interpretativa, ha saputo tradurre in immagini l’essenza delle diverse categorie cui sono dedicati i mesi, restituendone il valore simbolico e umano.
“In copertina – precisa lo stesso Direttore della DIA- “emerge la figura di una donna che indossa l’iconico fratino della DIA: il suo volto, frutto di una composizione ideale che intreccia i volti di tutte le protagoniste dell’anno, diventa emblema corale di forza, memoria e unità. Un’immagine che racchiude, in un solo sguardo, il senso più profondo di questa edizione: la coralità dell’impegno e la bellezza della dedizione”.
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