Presentata a Trieste la mostra fotografica “Women for Women Against Violence”

Violenza di genere e tumore al seno unite in un messaggio di vita. 

(Prima Notizia 24)
Sabato 21 Febbraio 2026
Roma - 21 feb 2026 (Prima Notizia 24)

Violenza di genere e tumore al seno unite in un messaggio di vita. 

Successo della presentazione della mostra fotografica “Women for Women Against Violence”, progetto di forte impatto sociale, che fino al 1 marzo 2026 sarà esposta negli spazi della Sala Xenia, affacciata su Riva III Novembre di Trieste. L’esposizione è nata per celebrare i dieci anni dell’omonimo progetto – divenuto da sei anni anche programma televisivo in onda su RAI (prossima messa in onda il 21 marzo in seconda serata su RAI UNO) – che utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori su due delle principali emergenze che colpiscono il mondo femminile: la violenza di genere e il tumore al seno.

 

L’arrivo della mostra a Trieste nasce dalla sensibilità e dall’impegno della Presidente della LILT Trieste, Sandra Dudine, che ha riconosciuto nell’esposizione un importante strumento di educazione, prevenzione e consapevolezza per il territorio. Il progetto prende origine dal vissuto personale di Donatella Gimigliano, giornalista e Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, da anni impegnata contro la violenza sulle donne e che ha affrontato in prima persona l’esperienza del tumore al seno all’interno di un vissuto familiare doloroso fatto di perdite importanti.

 

Women for Women Against Violence” si presenta come un’esperienza espositiva immersiva e coinvolgente: 21 ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne che hanno vissuto la violenza o il tumore al seno affiancate da testimonial, premiati con il Camomilla Award, riconoscimento che s’ispira alle virtù benefiche del fiore della pianta che aiuta quelle malate a guarire. Scatti d’autore firmati da Tiziana Luxardo, erede della storica dinastia, che raccontano storie di resilienza, dignità e rinascita.

 

Un elemento di forte unicità e valore simbolico della mostra è il richiamo all’arte giapponese del kintsugi che prende forma nella fotografia simbolo che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno. Questo richiamo conferisce alla mostra una dimensione internazionale e interculturale, rafforzandone l’unicità e il valore simbolico: l’arte non cancella le ferite, ma le rende visibili e preziose. Ogni opera è accompagnata da un QR code che consente ai visitatori di ascoltare direttamente la voce delle protagoniste, creando un dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta.

L’ingresso gratuito, la forza delle storie vere e il dialogo intergenerazionale rendono la mostra uno spazio vivo di aggregazione civile e culturale, capace di stimolare empatia, riflessione e partecipazione attiva.  L’iniziativa si avvale del patrocinio del Senato della Repubblica, Polizia di Stato, LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Ordine dei Medici di Trieste, Fondazione Italia Giappone, Casa Internazionale delle Donne, GOAP – Centro Antiviolenza, Lions Club Duino Aurisina, AMMI – Associazione Mogli Medici Italiani.

 Hanno inoltre aderito la Questura di Trieste e la sezione triestina “Aliano Bracci” dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato (ANPS), che in occasione dell’inaugurazione donerà una mimosa a tutte le donne presenti, gesto simbolico di vicinanza e rispetto.

 

Un progetto itinerante, grazie anche al supporto di Enel, che ha saputo trasformare esperienze intime in un patrimonio collettivo di consapevolezza, costruendo ponti tra generazioni e contesti sociali differenti.

 

L’esposizione sarà aperta al pubblico da oggi a sabato 28 febbraio dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00. Domenica 1 marzo apertura dalle 10.00 alle 12.00.

 


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