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Tutto pronto per il vertice di Ginevra.
Tutto pronto per il vertice di Ginevra.
Washington accelera sulla via diplomatica per l’Ucraina, ma gioca di fioretto. Il Segretario di Stato Marco Rubio, dopo un faccia a faccia strategico con il Premier ungherese Viktor Orban, ha definito i confini della "Dottrina Rubio": una mediazione basata sull'autorità politica statunitense che rifugge, almeno ufficialmente, l’imposizione di una pace forzata.
Nel cuore di Budapest, Rubio ha voluto rassicurare gli alleati e le parti in causa, smarcandosi dall'immagine di una Casa Bianca che cala soluzioni dall'alto: "Gli Stati Uniti vogliono la fine della guerra, ma non cerchiamo di imporre a nessuno un accordo che non vuole accettare".
Tuttavia, il messaggio inviato al Cremlino e alle cancellerie europee è di un realismo politico granitico: gli USA si definiscono l’“unica forza” in grado di esercitare una pressione tale da rendere possibile il dialogo. Per Rubio, la strada verso la fine delle ostilità deve essere necessariamente tracciata da Washington.
Il dinamismo americano si è già tradotto in un percorso negoziale in tre tappe fondamentali, spostando il baricentro diplomatico dal Medio Oriente all'Europa: nel primo round di colloqui ad Abu Dhabi, svoltosi il 23 e 24 gennaio, sono stati aperti i canali sicuri, ed è stato definito il perimetro per un potenziale cessate il fuoco, mentre nel secondo round (4-5 febbraio), l'attenzione è stata incentrata sullo scambio dei prigionieri e sulla tutela delle infrastrutture energetiche.
Quello di Ginevra sarà il "Round della Verità". Al tavolo svizzero la Russia schiera il pezzo da novanta Vladimir Medinsky, assistente di Putin, per discutere le basi politiche dell'accordo.
L'appuntamento di domani a Ginevra rappresenta il culmine di mesi di diplomazia sotterranea. La missione di Rubio a Budapest non è casuale: coinvolgere Orban significa agganciare l'interlocutore europeo più vicino a Mosca per testare la reale tenuta delle concessioni russi. Il compito degli USA sarà trasformare la "non-imposizione" in un compromesso solido che bilanci la sicurezza di Kiev con le pretese territoriali di Mosca.
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