Napoli, la madre del bambino trapiantato: "Oggi sarebbe ancora operabile, non perdo la speranza"

La Procura indaga: 6 indagati e acquisizione cartelle cliniche.

(Prima Notizia 24)
Lunedì 16 Febbraio 2026
Napoli - 16 feb 2026 (Prima Notizia 24)

La Procura indaga: 6 indagati e acquisizione cartelle cliniche.

Una clessidra che corre inesorabile tra le corsie della terapia intensiva del Monaldi. Per il bambino di due anni e quattro mesi, ricoverato dal 23 dicembre dopo aver ricevuto un cuore danneggiato, la giornata odierna rappresenta l’ultima "finestra" clinica prima che il sogno di un secondo trapianto diventi tecnicamente impossibile.

Mentre all'interno dell'ospedale è in corso un vertice multidisciplinare tra i primari, la tensione è palpabile. Gli specialisti devono valutare se le complicazioni insorte negli ultimi due mesi – durante i quali il bimbo è rimasto in coma – abbiano compromesso gli altri organi vitali.

"Oggi sarebbe ancora operabile, qualora ci fosse la disponibilità di un organo; domani i medici faranno una nuova valutazione", ha spiegato Patrizia, la madre, con una lucidità straziante. La donna ha ribadito la sua volontà di non arrendersi: "Io mi aspetto che mio figlio sia ancora ritenuto trapiantabile. Io non mollo, la speranza non la perdo".

Parallelamente al dramma sanitario, si muove la macchina della giustizia. L’avvocato Francesco Petruzzi, insieme al penalista Angelo Riccio, si è recato in Procura dal sostituto Giuseppe Tittaferrante. La famiglia ha chiesto e ottenuto l'autorizzazione ad acquisire tutta la documentazione medica originale.

L'obiettivo è duplice: cristallizzare le prove per l'inchiesta e, soprattutto, inviare le carte agli specialisti del Bambino Gesù di Roma per ottenere un parere esterno e indipendente sulla possibilità di salvare il piccolo con un re-intervento.

L’ufficio inquirente guidato da Nicola Gratteri ha già iscritto sei persone nel registro degli indagati per lesioni colpose. Sotto la lente della Procura c’è l’intera catena di comando: dall'équipe che ha effettuato l'espianto a Bolzano a quella che ha proceduto all'impianto a Napoli, nonostante le criticità dell'organo.

Un tassello fondamentale per le indagini è rappresentato dalla testimonianza del cardiologo responsabile del follow-up post-trapianto, ascoltato come persona informata dei fatti. Il medico si è dimesso improvvisamente il 29 dicembre, appena sei giorni dopo l'intervento incriminato, sollevando ulteriori interrogativi sulla gestione del caso all'interno della struttura.

"La necessità assoluta è avere un cuore ora", conclude l'avvocato Petruzzi. Ogni minuto che passa riduce drasticamente le possibilità di successo di un secondo trapianto, trasformando questa vicenda in uno dei casi di cronaca sanitaria più drammatici degli ultimi anni a Napoli.


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