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"Dal 14 raccolta firme in tutta la città contro questa misura".
"Dal 14 raccolta firme in tutta la città contro questa misura".
“Pensavamo fosse uno scherzo. Speravamo in un ravvedimento della Giunta. E invece no: da luglio 2026 diventerà ufficiale il pagamento fino a 1.000 euro l’anno per l’accesso in ZTL per le auto elettriche, oltre alla sosta sulle strisce blu per le vetture mild hybrid.
L’ennesima dimostrazione che a Roma la parola “green” è solo una copertura elegante per fare cassa sulle spalle dei cittadini.
Dopo aver imposto la folle fascia verde da 200 km², dopo aver spinto migliaia di famiglie a cambiare auto in nome dell’ambiente, ora l’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri colpisce persino chi ha investito in veicoli meno inquinanti. Avevano promesso incentivi, facilitazioni, accessi agevolati.
Oggi trasformano quei benefici in un pedaggio annuale. Questa non è transizione ecologica: è un tradimento politico verso chi si è adeguato alle loro regole.
La verità è che il centrosinistra romano considera l’auto privata un bersaglio ideologico e il cittadino un bancomat. Nessun potenziamento serio del trasporto pubblico, nessuna alternativa reale per chi deve lavorare o accompagnare i figli a scuola. Solo divieti, telecamere e nuove tariffe. Prima ti obbligano a cambiare macchina, poi ti fanno pagare per usarla.
DSP Roma si opporrà con determinazione a questa misura che sa di ostilità sociale e arroganza amministrativa, con raccolte firme su tutti i municipi a partire dal 14 marzo. Roma non può diventare una città per pochi privilegiati che possono permettersi permessi da mille euro l’anno mentre gli altri vengono progressivamente espulsi dal centro.
Chiediamo il ritiro immediato di questo provvedimento e un confronto vero con cittadini e categorie produttive. I romani non sono sudditi da disciplinare, ma cittadini da rispettare”.
È quanto fa sapere, in una nota, il coordinamento romano di Democrazia Sovrana e Popolare (Dsp).
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