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"In due anni realizzati circa 65.000 rimpatri volontari assistiti verso i Paesi di origine, dobbiamo continuare a finanziare progetti europei in questa direzione".
"In due anni realizzati circa 65.000 rimpatri volontari assistiti verso i Paesi di origine, dobbiamo continuare a finanziare progetti europei in questa direzione".
Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha partecipato oggi a Nicosia al primo Consiglio informale Giustizia e Affari Interni (GAI) sotto la Presidenza cipriota. Al centro del dibattito la gestione dei flussi migratori, con particolare attenzione alla strategia dei rimpatri e alla sicurezza dello spazio Schengen.
Il "Modello Italia": 65.000 rimpatri in due anni
Piantedosi ha presentato ai colleghi europei l'esperienza italiana come un esempio di successo. Grazie alla sinergia con l'OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) e i Paesi di transito (Algeria, Libia e Tunisia), negli ultimi due anni sono stati realizzati circa 65.000 rimpatri volontari assistiti verso i Paesi di origine.
"Dobbiamo continuare a finanziare progetti europei in questa direzione", ha spiegato il Ministro, sottolineando l'importanza di integrare i ritorni con concreti progetti di sviluppo nei territori di partenza per prevenire nuove partenze.
Focus su Siria, Afghanistan e Spazio Schengen
Durante i lavori, i Ministri UE hanno analizzato diverse questioni critiche:
L'incontro con l'OIM
A margine del vertice, il titolare del Viminale ha incontrato il Direttore Generale dell'OIM, Amy Pope. Piantedosi ha ribadito la volontà di rafforzare la collaborazione per sviluppare "modelli innovativi di gestione dei flussi extra-UE", puntando sulla reintegrazione sociale ed economica dei migranti una volta rientrati nei propri Paesi.
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